La massoneria ha allontanato Pennestrì  «Chi subisce condanne non può restare»
La Procura vuole approfondire la natura dei rapporti tra i massoni vicini ad Antonio Pennestrì (Foto by archivio)

La massoneria ha allontanato Pennestrì

«Chi subisce condanne non può restare»

La conferma arriva dal presidente del collegio lombardo dei maestri venerabili dopo la notizia delle nuove verifiche in seno alle logge: «Assoluto rispetto della magistratura»

« Antonio Pennestrì e suo figlio Stefano sono stati sospesi dalla loggia già la scorsa estate, meno di dodici ore dopo il loro arresto».

A dirlo è Antonino Salsone , presidente del collegio lombardo dei maestri venerabili. «Il grande maestro del Grande oriente - dice Salsone - ha il potere di sospendere gli affiliati e ha agito subito. Non fanno più parte delle logge comasche. C’è stata una reazione immediata. Abbiamo un assoluto rispetto della magistratura: appena interviene con arresti, noi agiamo di conseguenza, sospendendo e facendo pulizia».

Per affiliarsi a una loggia, è infatti necessario fornire il certificato dei carichi pendenti e del casellario giudiziale ( devono essere ovviamente intonsi). Come per altre associazioni, la presentazione non viene più reiterata durante gli anni di appartenenza.

Il patteggiamento del 2013

Per quanto riguarda la vicenda legata ad Antonio Pennestrì, nel 2013 aveva patteggiato al termine di un’inchiesta su un giro di sette milioni di euro di false fatture nella gestione della società sportiva. «Non si è trattata di una sentenza di condanna, ma un rito alternativo – aggiunge Salsone – Per essere però sinceri, non abbiamo saputo del patteggiamento al momento dell’inchiesta che poi ha portato all’arresto. Non prima».


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