«Pallanuoto, caos documenti»  Ma il Comune resta a guardare
La situazione non si sblocca e in viale Geno intanto il degrado avanza

«Pallanuoto, caos documenti»

Ma il Comune resta a guardare

Sulla gara per la piscina di viale Geno spuntano dichiarazioni contraddittorie. Nell’esposto depositato in Procura si accusa: molti atleti indicati come agonisti non lo erano

Nell’esposto sull’enorme pasticcio (perché di questo si tratta, da qualunque parte la si guardi) della gara per l’aggiudicazione della piscina di viale Geno, ci sono due realtà contro cui l’autore della denuncia (il consigliere di minoranza Alessandro Rapinese ) punta il dito: la Pallanuoto Como, colpevole - a suo dire, ancorché nell’esposto alleghi in effetti parecchi documenti ufficiali - di aver reso dichiarazioni non corrispondenti alla verità (che è una causa di decadenza, a leggere gli atti del Comune); nonché la stessa amministrazione comunale, colpevole di aver ignorato quelle discrepanze per quasi due anni e, quando finalmente si sarebbe accorta che occorrevano ulteriori accertamenti, ha deciso ugualmente di procedere con l’aggiudicazione della sede (salvo mettere poi le mani in avanti: potremmo farla decadere in caso di dichiarazioni non riscontrate).

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