Un sorpasso da urlo che fa sognare tutti: Elisa Confortola incanta Assago

Short track Confortola, la degna erede di super Fontana: nei 3.000 è un argento che profuma davvero d’impresa

Elisa Confortola mercoledì sera durante la finale di staffetta ha fatto l’Arianna Fontana di turno. Nel momento più caldo, nel cuore della finale olimpica, è stata proprio la 23enne bormina a prendersi la responsabilità di cambiare il destino della gara, accendendo il Forum di Assago e facendo sognare l’Italia a occhi aperti.

Nella staffetta femminile dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, l’Italia si presenta con ambizioni importanti e con un quartetto solido composto da Chiara Betti, Arianna Sighel, Elisa Confortola e Arianna Fontana, con una quinta presenza “invisibile” ma fondamentale: quella dell’infortunata Martina Valcepina, parte integrante di questo gruppo.

La cronaca

La gara è serrata fin dalle prime battute. Il Canada prova a imporre il proprio ritmo, mentre i Paesi Bassi restano agganciati fino alla caduta che cambia tutto e rimescola le carte. L’Italia resta sempre lì, in controllo, senza forzare ma pronta a colpire.

Ed è proprio nel momento decisivo che Confortola inventa il capolavoro: un sorpasso deciso, pulito, potente sulla Corea del Sud che vale la testa della corsa. Per un attimo il tempo sembra fermarsi. Il Forum esplode, la sensazione è che l’oro sia davvero possibile. Quel cambio di ritmo, quella determinazione ricordano da vicino le grandi azioni di Fontana: Confortola trascina le compagne e lancia proprio Arianna per l’ultima frazione con l’Italia davanti a tutte.

Questione di dettagli

Ma lo short track è spietato, questione di dettagli e centesimi. La Corea resta incollata e nell’ultimo giro trova lo spiraglio decisivo: Kim Gilli è lesta, più veloce, attacca all’interno e sorprende Fontana, che non riesce a rispondere. È il sorpasso che decide tutto.

La Corea del Sud vola all’oro, mentre l’Italia chiude con uno splendido argento, a un soffio dal capolavoro. Resta però una prestazione enorme, esaltata anche da un’atmosfera unica. Sugli spalti, tantissima Valtellina: le famiglie di Arianna e Elisa, amici, tifosi, ma anche tanti volti noti del movimento locale. Tra i volontari anche la sorella di Confortola, mentre a bordo pista i “picchettari” della Bormio Ghiaccio – giovani azzurri del futuro – hanno contribuito a rendere ancora più speciale un contesto già elettrizzante.

A fine gara, le due azzurre valtellinesi raccontano emozioni autentiche. «Sinceramente non ho parole», dice la campionessa valtellinese. «Mi sono seduta in spogliatoio e ho avuto una specie di mancamento a ripensare tutto quando è successo in questi anni. Sono davvero contenta e fiera di quello che abbiamo fatto. Oggi siamo entrate in pista cariche ma con una grande calma perchè sapevamo che eravamo in una posizione difficile, ma ci abbiamo creduto fino alla fine».

Le prospettive

Così la protagonista del momento chiave, Elisa Confortola: «Una finale davvero emozionante. Il tifo è stato grandioso. Quando eravamo in testa il rumore era indescrivibile. La stagione non è stata semplice ma viene ripagata da questa medaglia d’argento che, a mio parere, vale quanto un oro per la strada che abbiamo fatto».

Un argento che profuma di impresa, nato da un sorpasso che aveva fatto sognare e da una squadra che, ancora una volta, ha dimostrato di avere cuore, qualità e futuro.

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