A Milano si può parlare con l’ologramma di Charlot: un progetto della comasca Dkr

L’esperienza al Museo interattivo del cinema di Milano. L’azienda è una software house con sede a ComoNext

MIlano

Al Museo Interattivo del Cinema di Milano è possibile interagire con l’ologramma di Charlot e parlare con lui dei suoi film e della sua vita, ricevendo risposte in tempo reale: un progetto firmato da un’azienda comasca, la Dkr, software house con sede a ComoNext.

“A tu per tu con Charlie Chaplin” si inserisce nell’ambito di Talking Dreams, progetto di Cineteca Milano, realizzato in collaborazione con Dkr, tra i vincitori del bando InnovaCultura di Regione Lombardia. L’iniziativa ha l’obiettivo di rendere l’esperienza museale più coinvolgente e accessibile, un nuovo modo di vivere il museo, capace di avvicinare il pubblico attraverso strumenti innovativi. Una tecnologia applicabile in contesti formativi, ma anche nelle reception di aziende e strutture ricettive.

«Per creare l’aspetto di Chaplin abbiamo utilizzato un dispositivo olografico acquistato sul mercato con una risoluzione in grado di garantire un’altissima definizione e una resa a grandezza naturale – spiega Luca Ferrario amministratore e fondatore di Dkr -. I nostri 3D artist sono partiti da una statua che è stata acquisita tramite scansione in fotogrammetria. L’opera digitale è stata poi rifinita manualmente per renderla perfetta». La mimica è un elemento fondamentale per questo personaggio, è stato infatti coinvolto un attore professionista che ha indossato una tuta di motion capture in grado di registrare ogni movimento. L’attore ha così riprodotto le tipiche movenze di Charlot, restituendone in modo fedele la gestualità e l’espressività. «Abbiamo così creato un gemello digitale di Chaplin che è stato poi inserito nel macchinario olografico».

La voce è stata clonata da quella originale di Oreste Lionello nel ridoppiaggio del 1972 del film “Il grande dittatore”. La versione inglese, attualmente in fase di attivazione, utilizzerà invece la voce originale di Charlie Chaplin, la Cineteca sta perfezionando gli aspetti legati ai diritti.

«Abbiamo costruito un sistema di intelligenza artificiale, alimentato con la sua filmografia, la sua vita, la biografia, gli scritti e tutto ciò che è stato detto su di lui, oltre alla conoscenza di base del suo periodo storico. Se gli si chiedono eventi successivi alla sua morte, non è in grado di rispondere, con qualche eccezione legata alla sua famiglia, come la nipote, anche lei nel mondo del cinema. Abbiamo integrato anche una conoscenza del contesto locale, in particolare di Milano e del Mic».

E’ possibile interagire con lui in linguaggio naturale e ricevere risposte coerenti: «È stato molto apprezzato perché offre un modo nuovo di scoprire le cose. Ci stanno chiedendo di replicare questa tecnologia in altri contesti con altri personaggi. Non solo musei, ma educazione in generale, si tratta di un modo coinvolgente di approfondire e studiare». Prossimamente l’ologramma di Charlot potrebbe accogliere i visitatori della Cineteca, che dispone anche di un cinema. Sarà possibile chiedergli quali film sono in programmazione e farsi prenotare un biglietto, tramite agenti AI l’ologramma eseguirà le azioni richieste.

Le applicazioni sono potenzialmente infinite. Un’azienda potrebbe decidere di avere accanto alla reception l’ologramma del suo fondatore che oltre a spiegare la storia dell’impresa, fornisce anche indicazioni su prodotti e servizi attuali.

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