Cassa integrazione autorizzata, nel Comasco un calo dell’8%

Rapporto Uil Segno positivo, ma allarma il balzo della straordinaria (+33%). Il segretario Monteduro: «Seri rischi occupazionali nel medio periodo»

como

Aumentano le ore di cassa integrazione nelle province lombarde, le maggiori criticità emergono a Lodi (+43,1% ), Cremona (+16,9%) e Brescia (+16%), mentre Como (-8,8%) e Lecco (-14,3%) sono tra i territori dove il valore sta diminuendo.

I dati

Il primo rapporto Uil Lombardia 2026, evidenzia una crescita complessiva del ricorso alla cassa con una riduzione della ordinaria (-1,8%) e un aumento della straordinaria (+23,3%). «Il forte incremento della straordinaria segnala che il sistema produttivo non sta semplicemente attraversando una fase ciclica, ma è interessato da trasformazioni strutturali, riorganizzazioni aziendali e transizioni industriali che pongono seri rischi occupazionali nel medio periodo» osserva Salvatore Monteduro segretario confederale Uil Lombardia.

La crescita è trainata soprattutto da chimica/plastiche +13,9%, abbigliamento +55,3%, trasporti e comunicazioni +97,6%. In calo invece le ore richieste nel tessile -10,6% e in aumento, ma più contenuto rispetto alle altre attività, nella metallurgia +2,4%.

I dati sulla provincia di Como segnalano una riduzione del ricorso alla cassa tra il 2024 e il 2025, le ore autorizzate diminuiscono da 9,27 a 8,46 milioni (-8,8%), che si colloca tra il -15,6% dell’ordinaria e il +33,6% della straordinaria. In parallelo si riduce anche il numero dei lavoratori interessati, da 4.549 a 4.149, con 400 addetti in meno (-8,8%). Analizzando i dati per settore: industria -8,5%, edilizia -16,9%, commercio -48,6%. «La riorganizzazione e la ristrutturazione del distretto tessile sono già avvenute negli anni passati, per questo oggi i loro effetti principali si sono già manifestati. Il ridimensionamento del comparto non è un fenomeno recente, il processo di involuzione dura ormai da oltre dieci anni. Di conseguenza, questo fattore ha già prodotto gran parte delle ricadute economiche e occupazionali che era destinato a generare».

In provincia di Lecco si registra un ridimensionamento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali tra il 2024 e il 2025. Le ore di cassa autorizzate passano da 4,94 a 4,27 milioni (-14,3%), ordinaria (-11,7%) e straordinaria (-40,8%) sono entrambe in calo. I lavoratori coinvolti diminuiscono da 2.422 a 2.077 (-346 unità, -14,3%). Analizzando i dati per settore: industria -15,8%, edilizia -11,3%, in controtendenza il commercio che da circa 14mila ore nel 2024 arriva a 87mila nel 2025 (+537%).

Distretto di Lecco

«Anche nel distretto di Lecco gli effetti delle ristrutturazioni e dei miglioramenti avvenuti negli anni precedenti si sono già in larga parte manifestati. La selezione tra le imprese è già avvenuta, almeno in parte. Incide inoltre in modo rilevante il fatto che alcune aziende abbiano investito prima di altre nei processi di innovazione e digitalizzazione, trovandosi oggi in una posizione più avanzata e competitiva». Il comparto metalmeccanico lecchese ha una connotazione prevalentemente metallurgica con un’attività più legata alla lavorazione delle materie prime che alla meccanica in senso stretto.

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