Economia / Como città
Sabato 10 Gennaio 2026
«Freddo nei supermercati comaschi». Scatta la protesta del sindacato
La denuncia Intervento di Fisascat Cisl dei Laghi. «Segnalazioni diffuse,situazione non sostenibile»
«Freddo nei negozi». A tutela dei lavoratori della grande distribuzione interviene la Fisascat Cisl dei Laghi, a seguito di segnalazioni diffuse riguardo alle temperature rigide e a una climatizzazione del tutto insufficiente nei luoghi di lavoro. Una situazione che, secondo i rappresentanti del sindacato, non è più sostenibile. Il problema si è ripresentato trasversalmente sui territori di Como e Varese e su quasi tutte le catene della grande distribuzione. Un tema che, va da sé, è “esploso” nell’ultima settimana, in concomitanza con l’ondata di gelo che ha interessato il nostro territorio.
Sul punto è intervenuto Giuseppe D’Aquaro, segretario generale della Fisascat Cisl dei Laghi. «Che si tratti di una scelta dettata dalla tutela dei bilanci o, al contrario, di problemi di manutenzione degli impianti, la solfa non cambia» dice il sindacalista. Con l’arrivo dei mesi più freddi il datore di lavoro dovrebbe farsi trovare pronto su tutti i fronti «significa programmare gli interventi necessari e garantire condizioni di lavoro adeguate – afferma D’Aquaro - Si ostenta precisione scientifica nel negare o forzare il godimento di ferie e permessi e si scivola sulla capacità di prevedere che in inverno faccia freddo. L’improvvisazione, quando riguarda la salute delle persone, non è un’opzione».
Secondo la Fisascat alla salute dei lavoratori della grande distribuzione si antepone la salute dei conti economici: «Se gli impianti non funzionano, non vengono manutenuti o non vengono potenziati, non è una fatalità: è una responsabilità – spiega in una nota il sindacato di categoria - E a pagarne il prezzo sono sempre le lavoratrici e i lavoratori, lasciati al freddo mentre i grandi marchi continuano a macinare fatturati». Il microclima nei luoghi di lavoro è un elemento fondamentale della salute e della sicurezza, un elemento che influisce su salute, benessere, produttività e in primis sulla sicurezza dei lavoratori. La legge principale che lo tutela è il Decreto Legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) che lo classifica come rischio fisico (art. 180), obbligando il datore di lavoro a valutarlo nell’ambito della valutazione dei rischi.
«Esporre lavoratrici e lavoratori a basse temperature per interi turni, magari stando per ore ferme sedute in cassa senza nemmeno la possibilità di alzarsi, significa assumersi responsabilità precise, anche dal punto di vista normativo – conclude la nota di Fisascat - Chiediamo interventi immediati e concreti per il ripristino di condizioni di lavoro dignitose».
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