Il franco frena la corsa, in calo dopo i record di marzo

Cambio La valuta svizzera perde terreno rispetto all’euro

I picchi raggiunti nella seconda decade di marzo sembrano essere ad un mese di distanza un ricordo (quasi) sbiadito per il tasso di cambio tra franco ed euro. Questo perché nonostante le turbolenze internazionali in essere, la moneta rossocrociata sembra aver perso la propria forza propulsiva nei confronti di quella del “Vecchio Continente”. Ieri in tarda mattinata 1.000 franchi equivalevano a 1.072,16 euro. Niente a che vedere con il dato del 3 marzo quando gli stessi 1.000 franchi equivalevano a 1.098,06 euro. Ciò significa che in quarantacinque giorni il franco svizzero ha lasciato “sul campo” - sempre tenendo come base di partenza la quota di 1.000 franchi - 25,9 euro.

Ciò significa che su uno stipendio medio di 4 mila franchi un nostro frontalieri ha perso con la sola fluttuazione del cambio 103,6 euro in un mese e mezzo. E’ chiaro però che stiamo parlando ancora di livelli di cambio molto elevati. Ieri pomeriggio il tasso di cambio era pari a 1,08. Per trovare un dato analogo bisognare riportare le lancette indietro sino al 20 gennaio. Da lì in poi la nuova cavalcata del franco nei confronti dell’euro è stata inarrestabile, almeno sino all’inizio di aprile. A questo proposito, è bene ricordare che il 1° aprile - nonostante l’ilarità che può suscitare la data - 1.000 franchi equivalevano a 1.088,03 franchi, dunque 15,72 euro in più rispetto al dato di ieri. Stando agli analisti il franco svizzero dovrebbe comunque mantenersi su livelli sostenuti nei confronti dell’euro almeno sino al mese di giugno. Al momento peraltro la Banca nazionale svizzera nonostante la corsa continua del franco nei confronti dell’euro ha scelto di non intervenire, lasciando dunque che il rapporto tra le due monete faccia il proprio corso. Se da un lato però il franco forte ha reso più robusti gli stipendi dei frontalieri, dall’altro da mesi sta mettendo in forte difficoltà l’export, già segnato dai delicati rapporti tra Svizzera e Stati in fatto di dazi, con il Governo di Berna che ora si è detto pronto a chiudere un accordo definitivo con gli States entro il mese di luglio.

Avanti di questo passo il franco sembra destinato a tornare ai livelli d’inizio febbraio, dopo che a fine novembre la moneta rossocrociata aveva registrato un nuovo record nei confronti dell’euro, a undici anni dall’abolizione del tasso di cambio decisa dalla Banca nazionale svizzera nel gennaio 2015.

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