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Mercoledì 18 Febbraio 2026
La seta comasca per il vestito di Melania Trump
La cerimonia Il secondo abito inaugurale di Melania Trump entrerà nella collezione permanente del National Museum of American History di Washington D.C
Nel distretto comasco della seta, dove il filo intreccia memoria industriale e visione contemporanea, la materia torna a farsi racconto istituzionale. Domani il secondo abito inaugurale di Melania Trump entrerà nella collezione permanente del National Museum of American History di Washington D.C., nella sezione dedicata alle “First Ladies”. Un ingresso che consolida un dialogo silenzioso ma significativo tra Como e Washington: da un lato il savoir-faire tessile, dall’altro la rappresentazione simbolica del potere.
Entrambi gli abiti inaugurali – quello del 2017 e quello del 2025 – portano la firma del couturier Hervé Pierre, molto legato a Melania, che per la realizzazione ha scelto di affidarsi a Eurotextil Inc., converter attivo tra Como e New York. Una collaborazione che conferma il ruolo strategico della manifattura comasca nel segmento più alto del lusso internazionale, dove la qualità del tessuto precede e sostiene la forma.
L’abito indossato il 20 gennaio 2025 è stato realizzato in crêpe Silk White, noto agli operatori come “Supercrespone”, tessuto e tinto nel distretto serico lariano. La scelta non è soltanto estetica. Il Supercrespone rappresenta una delle espressioni più sofisticate dell’ingegneria serica italiana: 155 centimetri di larghezza, oltre 25mila fili di seta intrecciati, circa 430 grammi per metro, elasticità meccanica ottenuta con tecnica tradizionale, caduta scultorea e naturale resistenza alle pieghe. Una struttura compatta ma fluida, capace di sostenere la silhouette senza irrigidirla, completata nel dress da sera da inserti in gazar nero.
Il precedente
Non è la prima volta che la seta comasca entra nello Smithsonian. Il primo abito inaugurale del 20 gennaio 2017, anch’esso disegnato da Hervé Pierre e realizzato con seta fornita da Eurotextil, è stato donato nell’ottobre dello stesso anno ed è oggi parte della medesima collezione permanente. La continuità tra i due capi rafforza il valore di una filiera che unisce progettazione couture, competenza tecnica e controllo integrale del processo produttivo.
Alla guida di Eurotextil ci sono Luisa Esteva Tirado, nata ad Arecibo, Porto Rico, e Leonardo Tirado, venezuelano: imprenditori di cultura latinoamericana che hanno costruito un ponte stabile tra identità diverse, trovando nella seta di Como il proprio centro manifatturiero.
L’ingresso del secondo abito nella collezione “First Ladies” va oltre il riconoscimento stilistico. È la dimostrazione di come una competenza tecnica – fatta di telai, tintorie, studio delle armature e controllo dei fili – possa tradursi in patrimonio museale. La seta diventa documento storico: materia che attraversa la cerimonia, assorbe significati istituzionali e si deposita nella memoria collettiva.
Per il distretto comasco, abituato a operare dietro le quinte dei grandi marchi internazionali, si tratta di una visibilità sostanziale. Non un logo in primo piano, ma una trama riconoscibile per chi sa leggere la qualità. La qualità di una filiera che continua a trasformare la seta in storia.
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