“Nuovi Orizzonti”: l’ultimo numero di Tess svelato al Lechler Village

Il magazine sull’eccellenza del distretto tessile moda è in edicola da oggi. Grandi imprenditori: il premio ad Ambrogio Taborelli. Nell’articolo la fotogallery con i partecipanti alla presentazione

Como

C’è un’alchimia speciale che si sprigiona quando l’industria incontra la creatività, e il territorio comasco ne è, da secoli, il laboratorio a cielo aperto più raffinato. Questa sinergia ha trovato ieri la sua piena espressione nel cuore del Lechler Village, per la presentazione del nuovo numero primavera-estate di Tess, il magazine del quotidiano La Provincia dedicato al distretto tessile comasco. Un evento che non è stato solo una vetrina editoriale, ma un manifesto di intenti sulla sostenibilità, l’innovazione e il valore delle relazioni umane, arricchito dalla presenza delle eccellenze imprenditoriali del territorio. Un evento ambizioso quanto lo è il numero in edicola da oggi. A raccontarlo sono stati Serena Brivio, fashion consultant del progetto e il curatore, Enrico Marletta. Tra i servizi, l’intervista a Francesco Ragazzi, il racconto di Casabianca in un articolo di Erasmo Figini, i focus sul mercato.

Ad accogliere gli ospiti, il cavalier Aram Manoukian, presidente e ad di Lechler, che ha svelato l’anima di un luogo in continua evoluzione, dedicato alla “chimica delle relazioni”.

«Questo non è solo un campo di lavoro, è un progetto in divenire che stiamo costruendo per offrire una prospettiva eccellente, leggera e gentile», ha esordito Manoukian, introducendo i presenti in uno spazio che è cultura del colore, creatività, socialità.

Il suo intervento ha toccato le corde profonde della responsabilità d’impresa. «C’è fuori il mondo, e noi dobbiamo rispondere con consapevolezza - ha spiegato -. Quando parlo di ambiente, non penso solo all’atmosfera, ma al luogo di lavoro di cui tutti devono sentirsi parte». Manoukian ha poi sottolineato l’importanza della chimica della relazione, che deve viaggiare di pari passo con quella dei materiali, ovvero con la produzione: «Il nostro Village nasce con l’ambizione di essere uno spazio aperto: deve aprirsi e contaminarsi. Siamo una realtà orizzontale, fatta di team trasversali che operano in un campo attivo dove la produzione sposa il sentimento».

Il direttore de La Provincia, Diego Minonzio, ha portato un saluto schietto. «Il nostro quotidiano è un’istituzione storica, un’azienda che combatte con fatica nel settore editoriale, uno dei più complessi in Europa - ha detto il direttore Lo facciamo con successo perché la nostra missione è raccontare con il cuore i territori e le loro aziende. Il successo di Tess dimostra che questa vicinanza ai lettori è la strada giusta».

A fargli eco, il presidente dell’editoriale, Massimo Caspani, che ha offerto una riflessione filologica sul concetto di tenuta del sistema comasco. «Tutti parlano di resilienza come se fosse un termine d’importazione, invece viene dal latino - ha ricordato Caspani -. È la capacità di soccorso quotidiano, la forza di rimanere saldi nella propria sede storica aggiungendo valore.

Vedere personaggi emergenti come Francesco Ragazzi, art director e fotografo comasco, ci dice che il nostro territorio ha una capacità infinita di rigenerarsi pur mantenendo i propri principi».

Tra i momenti più intensi della serata, il riconoscimento ad Ambrogio Taborelli, guida della storica Tessitura Taborelli. La sua figura rappresenta l’anello di congiunzione tra la tradizione serica e le sfide del mercato globale. «Ricevere questo premio in un luogo che parla di futuro come il Village è un onore - ha dichiarato Taborelli -. La nostra forza risiede nella capacità di non tradire mai la qualità, anche quando il mercato spinge verso la velocità. Il segreto del distretto di Como è proprio questo: saper evolvere l’identità senza smarrirla».

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