Ristorni, si va verso il blocco. «Basta regali all’Italia»

Il Canton Ticino sembra vicino allo strappo. Non solo la Lega: anche i moderati ora dicono sì

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Chiasso (Svizzera)

Questa volta nel vicino Cantone sembrano davvero esserci le condizioni per un blocco o quantomeno per una decurtazione dei ristorni, con l’ultimo assegno staccato dal (solo) Ticino all’Italia pari a 112 milioni di franchi. Tre consiglieri di Stato (carica omologa ad un nostro assessore regionale) hanno ufficializzato la volontà di lanciare un segnale all’Italia, con il consigliere di Stato leghista Claudio Zali che calendarizzato prima di giugno il provvedimento in Consiglio di Stato. A stretto giro la Lega dei Ticinesi a un anno e mezzo dalle elezioni cantonali - ha invitato il Governo ticinese a percorrere la strada del blocco dei ristorni al motto di “basta regali all’Italia”.

Questa volta però il partito fondato da Giuliano “Nano” Bignasca ha deciso di aggiungere un importante elemento al dibattito in essere sul possibile blocco dei ristorni. «Quei soldi devono servire a finanziare il tetto massimo del 10% per i premi di Cassa malati (l’assicurazione sanitaria obbligatoria, ndr) e la deduzione integrale delle polizze. Prima i nostri cittadini, non i Comuni oltreconfine», ha rimarcato la Lega dei Ticinesi in una lunga nota, affidata alla cassa di risonanza del portale del “Mattino” (il domenicale leghista).

«La Lega dei Ticinesi chiede ufficialmente il blocco immediato del versamento dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri. Non è più tollerabile che decine di milioni di franchi escano dalle nostre casse per andare a rimpinguare i comuni della fascia di confine, mentre i ticinesi devono scegliere se pagare l’affitto o le bollette dell’assicurazione malattia», il passaggio clou della nota. Siamo dunque ad un passo dallo strappo istituzionale, che Berna però vorrebbe evitare o meglio che il Governo federale e una parte della politica vorrebbero evitare.

Le indicazioni vanno però in quella direzione. Prova ne sia che il portale Ticinonews.ch ieri titolava “blocco dei ristorni. La politica è possibilista”, sottolineando che «a far traboccare il vaso - in un clima di tensione crescente - è la tassa sulla salute, un contributo che la Lombardia intende chiedere ai “vecchi” frontalieri”, quelli ancora a beneficio del regime dei ristorni».

Anche i partiti più moderati come il Centro - hanno aperto a questa ipotesi, ricordando anche la mozione bipartisan depositata in Gran Consiglio a Bellinzona. Al portale Ticinonews.ch il capogruppo del Centro in Gran consiglio (l’omologo del nostro Consiglio regionale, ndr.) ha fatto notare quanto sia importante «che se si arriva a questa misura, il Consiglio di Stato sia disposto poi a raggiungere l’obiettivo che desidera ottenere».

«Bloccare i ristorni senza alcun risultato in dote ci esporrebbe ad una figuraccia di fronte alla Confederazione ed alla popolazione ticinese», le parole di Maurizio Agustoni. «Il problema l’aveva già sollevato Christian Vitta qualche settimana fa - ha aggiunto il presidente del Partito Liberale Radicale, Alessandro Speziali -. Si tratta di reciprocità verso l’Italia». A questo punto è opportuno che anche la politica sul nostro lato del confine si metta in stato d’allerta. Il solco verso un (possibile) blocco dei ristorni pare ormai tracciato.

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