Salario minino sociale in Ticino,
proposti 4.085 franchi mensili

Entro fine febbraio il provvedimento presentato da due partiti di sinistra sarà in aula. L’obiettivo è di arrivare a 22,50 franchi l’ora. Sirica: «Una questione sotto gli occhi di tutti»

COMO

Per oltre 16 mila frontalieri potrebbero (il condizionale è d’obbligo visto che il provvedimento transiterà nel mese in corso dall’aula del Gran Consiglio ticinese) aprirsi in maniera inaspettata le porte di un salario minimo sociale pari a 4085 franchi mensili, che col cambio “alle stelle” di questi giorni visto il super-franco equivalgono a oltre 4400 euro.

Questo dopo che due partiti di Sinistra ovvero Socialisti e Verdi hanno depositato alla Commissione Gestione e Finanze il progetto di legge relativo al salario minimo sociale, che dovrebbe approdare in aula cioè in Gran Consiglio (l’equivalente del nostro Consiglio regionale, ndr.) entro fine mese.

Nel dettaglio

Il punto di partenza è rappresentato dal fatto che «l’attuale salario minimo è troppo basso», ricordando che da inizio anno è in essere la terza e ultima forbice che oscilla tra 20 franchi e 20,50 franchi l’ora. L’obiettivo - secondo quanto rimarcato dai proponenti questa importante (anche a livello mediatico) iniziativa parlamentare - è arrivare a 22,50 franchi l’ora. Il che vorrebbe dire portare lo stipendio medio per 8600 lavoratori residenti e oltre 16 mila frontalieri a 4085 franchi al mese.

Secondo quanto riportato dal portale Ticinonews.ch in aula è previsto un confronto piuttosto aspro tra le forze politiche, considerato che Plr e Udc hanno già dichiarato la loro ferma contrarietà a quanto proposto da Socialisti e Verdi. Via social Fabrizio Sirica, gran-consigliere del Partito Socialista, che da sempre si sta battendo per un salario minimo più alto ha rimarcato come «da qualche anno in Ticino sia in vigore un salario minimo troppo basso, che permette anzitutto ai contratti collettivi di pagare di meno. Con questa prima applicazione, è stato dimostrato che tutti gli argomenti dei contrari a questo provvedimento si sono rivelati falsi. A Ginevra, dove hanno un salario minimo degno dell’aggettivo dignitoso (24,60 franchi l’ora contro i nostri 20,50 franchi), l’ultimo studio ha dimostrato che di questo salario beneficiano giovani e donne. La questione salariale in Ticino è sotto gli occhi di tutti. Ai contrari dico che con 3300 franchi netti in molti non arrivano a fine mese».

E’ chiaro che il discorso riguarda in prima persona anche i frontalieri che comunque vivendo sul lato italiano della frontiera beneficiano di stipendi più che dignitosi, nonostante i casi acclarati di dumping salariale, anche se ora il nuovo accordo fiscale - che in dote ha portato dal 17 luglio 2023 la doppia tassazione - ha rimescolato le carte, rendendo meno attrattivo il posto di lavoro oltreconfine.

L’ultimo atto

In questo contesto vale la pena ricordare l’ultimo atto del salario minimo ticinese, con il Governo di Bellinzona che dal 1° gennaio ha dato corso all’ultimo step, che prevede quanto già annunciato nel 2024 ovvero che dal 1° gennaio 2026 «i salari devono essere compresi in un intervallo tra una soglia inferiore di 20 franchi all’ora e una soglia superiore di 20,50 franchi all’ora».

Ora la parola passa all’aula del Gran Consiglio, dove la Sinistra per far approvare il provvedimento dovrà cercare alleanze trasversali.

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