Tassa sulla salute, fumata nera. I frontalieri aspetteranno ancora
Rinviata la discussione in Consiglio regionale
Como
Nulla di fatto ieri in Consiglio regionale per l’attesa mozione sulla “tassa sulla salute”, il balzello (o contributo) destinato ai “vecchi” frontalieri che le Regioni di confine dovrebbero applicare in ossequio alla Legge di Bilancio del 2024.
Alla mozione del Pd - primo firmatario il consigliere comasco Angelo Orsenigo - si è aggiunta ieri quella di Fratelli d’Italia, che poi è stata ritirata e riformulata.
Il dato politico è che neppure ieri la mozione è stata discussa e votata, con i consiglieri dem Angelo Orsenigo e Samuele Astuti che hanno puntato l’indice contro la maggioranza e contro il presidente della Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia e Svizzera (in quota Fratelli d’Italia), che - in base al racconto dei consiglieri dem - ha fatto sapere che «tanto non c’è premura, i lavoratori hanno aspettato fino ad adesso, aspetteranno ancora». Ufficialmente la mozione non è stata discussa in quanto non era presente l’assessore Massimo Sertori, che invece sarà in Commissione speciale Lombardia-Svizzera il prossimo 23 aprile. «Se per l’ennesima volta l’assessore si nega vuol dire che il centrodestra non vuole discutere della tassa sulla salute dei frontalieri», le parole dei consiglieri dem. Significativo però che Fratelli d’Italia - partito che attraverso il presidente della Commissione speciale Giacomo Zamperini aveva fatto sapere che «la tassa sulla salute sarebbe stata applicata se anche le altre regioni si fossero allineate rispetto all’applicazione della tassa» - abbia presentato una sua mozione, che tra gli impegni contempla un ulteriore ritocco al ribasso del contributo sanitario in un range compreso tra l’1 e il 3% del reddito netto dei “vecchi” frontalieri, dunque al di sotto della quota minima del 3% indicata in prima istanza dalla stessa Regione Lombardia. Nella mozione di Fdi è stato chiesto anche «un fronte comune tra le Regioni», per evitare sortite come quella del Piemonte, che più volte ha opposto un no grazie neppure troppo garbato rispetto all’applicazione della tassa sulla salute. Sulla vicenda dunque non è ancora stata scritta la parola fine. «Non ci resta che rimanere in sospeso, come lo sono le 80 mila famiglie che attendono di sapere come evolverà la vicenda», la sottolineatura di Angelo Orsenigo e Samuele Astuti.
La resa dei conti è a questo punto fissata per il prossimo 23 aprile in Commissione.
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