Tassa sulla Salute, la svolta è vicina. Giovedì in commissione con Sertori
Confine Dopo mesi di polemiche la Regione Lombardia chiarirà se ci saranno cambiamenti per i “vecchi” frontalieri
Como
La spinosa vicenda della “tassa sulla salute”, il balzello pari al 3% dello stipendio destinato ai “vecchi” frontalieri, si arricchisce di un nuovo capitolo. Giovedì alle 17 è prevista l’audizione in “Commissione speciale per i Rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera” dell’assessore regionale Massimo Sertori e così del direttore generale della Dg Welfare.
Si tratta di un punto fermo importante dopo mesi di polemiche e confronti - dentro e fuori l’aula del Pirellone - rinviati oppure posticipati, come nel caso della mozione del gruppo del Partito Democratico bocciata nella sua versione originaria di mozione urgente. Già dal titolo a corredo dell’audizione «in merito al contributo sanitario obbligatorio dei lavoratori frontalieri», si capisce quale siano le linee guida che Regione Lombardia intende seguire.
«Dopo la seduta della Commissione valuteremo se cambiare o se lasciare nella versione originaria la mozione che risulta iscritta alla seduta del Consiglio regionale del 14 aprile. Molto dipenderà dall’audizione di giovedì», fa notare il consigliere regionale dem comasco, Angelo Orsenigo, particolarmente combattivo su questo fronte. E’ chiaro che con un contributo (o tassa) che attende di essere applicata dalla Legge di bilancio - dunque una legge dello Stato - dal 2024, Regione Lombardia dovrà chiarire senza ulteriori indugi il da farsi. Palazzo Lombardia ha già fatto sapere che applicherà il minimo previsto per legge, vale a dire il 3% senza però fornire ulteriori dettagli, soprattutto rispetto alle tempistiche di applicazione. Nel mentre anche una parte della maggioranza, nella fattispecie Fratelli d’Italia ha deciso di smarcarsi, spiegando attraverso Giacomo Zamperini che «l’intenzione è quella di applicare la tassa sulla salute se l’applicheranno tutti».
Il riferimento diretto è alla Regione Piemonte che ha più volte - e in più sedi - rimarcato di non avere tutta questa fretta e volontà di applicare la “tassa sulla salute”, ponendosi così inevitabilmente in antitesi rispetto alla linea d’indirizzo del Governo. In questo contesto è bene ricordare anche la parole pronunciate - al nostro giornale - dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine del tour comasco delle “Aree interne”. “«E’ una Legge dello Stato, è bene rimarcarlo e come tale va applicata. E noi la applicheremo, ma nella misura più bassa possibile, vista la discrezionalità che ci è lasciata», la sottolineatura del Governatore lombardo.
A fine febbraio, il Partito Democratico - attraverso Angelo Orsenigo e Samuele Astuti - aveva poi nuovamente incalzato Regione Lombardia, chiedendo - tramite mozione urgente - di «sospendere l’attuazione dei decreti attuativi legati all’applicazione della “tassa sulla salute, evitando così di procedere alla riscossione della stessa». La partita si gioca su due tavoli, considerato che anche in Ticino è stata depositata una mozione per sospendere i ristorni, vista la volontà delle Regione di confine di dar corso alla “tassa sulla salute”.
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