Turismo digitale e più sostenibile: il settore si innova
L’intervista L’assessore regionale Debora Massari: «Opportunità per modelli di sviluppo più competitivi»
Il Decreto Turismo 2026, firmato a marzo 2026, stanzia circa 109 milioni di euro in contributi per innovare il settore. Debora Massari, assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia analizza la strategia per sostenere alberghi, ristoranti e Bed and Breakfast sui grandi driver per lo sviluppo del comparto, ovvero digitalizzazione, efficienza energetica, riqualificazione strutturale e sostenibilità. Si tratta dei temi chiavi per garantire la continuità del successo registrato negli ultimi anni.
Qual è l’obiettivo della misura?
Il Decreto Turismo 2026 ministeriale si inserisce in un quadro di politiche ormai sempre più strutturate e multilivello, dove l’integrazione tra strumenti nazionali e regionali rappresenta il vero elemento strategico.
La dotazione prevista a livello nazionale, 109 milioni di euro, con un mix di 30% a fondo perduto e 70% di finanziamento agevolato, evidenzia una chiara volontà di sostenere interventi di dimensione medio-alta, orientati a riqualificazione, digitalizzazione e destagionalizzazione, con soglie di investimento rilevanti: intorno al milione di euro.
A livello regionale si aggiungono altri sostegni, come si conciliano i diversi incentivi?
In questo scenario, il ruolo della Regione Lombardia appare complementare e non sovrapposto. Misure come il recente “Bando a sostegno delle strutture ricettive alberghiere e non alberghiere all’aria aperta” si configurano ormai come strumenti strutturali a supporto del tessuto imprenditoriale turistico, con una forte attenzione alla capillarità dell’offerta e ad incrementarne sempre più la qualità.
La misura regionale intercetta infatti una platea più ampia e diversificata rispetto ai beneficiari nazionali, che include sia operatori già attivi sia nuovi investimenti nel comparto ricettivo.
Il bando di Regione da 15 milioni di euro per sostenere la competitività e la sostenibilità delle strutture ricettive all’aria aperta del 2025 ha concesso alle Pmi un contributo a fondo perduto del 50% per investimenti di riqualificazione o nuove strutture, qual è stato il riscontro?
Il dato sulle 366 domande pervenute conferma in modo evidente la forte propensione agli investimenti del settore e la necessità di continuità degli strumenti regionali.
Questo è particolarmente evidente in territori ad alta attrattività come il Lago di Como, dove la pressione turistica è elevata ma allo stesso tempo emerge con forza il bisogno di qualificare ulteriormente l’offerta, migliorare la sostenibilità e soprattutto lavorare sulla destagionalizzazione dei flussi.
L’area del Lago di Como è ancora in fase di sviluppo per il settore, i sostegni regionali e ministeriali come incidono nella buona gestione del territorio e della ricettività?
È proprio in questi contesti che la sinergia tra livelli istituzionali diventa strategica: il decreto nazionale si colloca su una fascia alta del mercato, sostenendo progetti ad alto impatto, come riqualificazioni di strutture di fascia premium o interventi integrati su scala territoriale, mentre la Regione Lombardia lavora su una scala più diffusa, accompagnando anche le realtà di dimensione minore, dalle piccole strutture alberghiere ai campeggi, che rappresentano l’ossatura dell’offerta turistica locale. Nel caso del Lago di Como, questa complementarità è cruciale: da un lato grandi investimenti possono rafforzare il posizionamento internazionale della destinazione, dall’altro interventi più diffusi consentono di elevare la qualità media dell’accoglienza e di ampliare l’offerta anche nei periodi di bassa stagione, intercettando nuovi segmenti di domanda.
Le imprese sono quindi invitate a intercettare le possibilità di sostegno offerte in base al loro posizionamento su mercato dell’ospitalità e servizi turistici?
La complementarità si traduce quindi in una vera filiera degli investimenti: dalle piccole strutture che accedono ai bandi regionali per interventi di riqualificazione e innovazione, fino ai progetti più strutturati che possono ambire alle risorse nazionali. In questo modo si evita la sovrapposizione degli strumenti e si costruisce un ecosistema coerente, capace di sostenere la crescita complessiva del settore.
In prospettiva, l’uscita imminente del decreto che approva i nuovi finanziamenti rafforza questa impostazione e offre un’opportunità concreta per consolidare un modello di sviluppo turistico più competitivo, sostenibile e diffuso, particolarmente rilevante per territori maturi e ad alta vocazione internazionale come il Lago di Como e la sua provincia.
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