71 anni dopo Tavernerio non dimentica l’alluvione e costruisce un monumento in omaggio alle vittime

Ricordo L’inaugurazione al cimitero di Solzago dell’opera che sostituisce la vecchia struttura. Il sindaco Paulon: «L’obiettivo è di lasciare un segno da trasmettere alle generazioni future»

71 anni dopo Tavernerio non dimentica l’alluvione e costruisce un monumento in omaggio alle vittime
L’inaugurazione del monumento alle vittime dell’alluvione

Per non dimenticare. A 71 anni esatti dalla tragica alluvione che colpì il centro di Tavernerio e causò 16 vittime, il paese si è ritrovato al cimitero di Solzago per inaugurare il nuovo monumento che ricorda e custodisce le vittime.

Atteso da anni, il nuovo monumento sostituisce quello precedente, che venne realizzato subito dopo la tragedia, e le cui vestigia sono rimaste comunque al camposanto maggiore del paese.

La cerimonia

Alla cerimonia erano presenti il sindaco, Mirko Paulon, il parroco, don Paolo Busato, gli Alpini, le autorità civili e militari, il sindaco di Albese con Cassano, Carlo Ballabio, l’assessore di Albavilla, Angela Bartesaghi, la Protezione civile, la Polizia locale. Presente anche una rappresentanza delle scuole del paese, simbolo del passaggio di testimone per una memoria condivisa e per non dimenticare. Un monumento che, anche nella sua concreta ideazione e nella sua realizzazione, ha unito tutti.

L’idea infatti è nata dall’ex sindaco e attuale capogruppo di minoranza, Fabio Rossini, che era presente alla cerimonia. La giunta Paulon l’ha raccolta e fatta sua e ha realizzato il nuovo manufatto a ricordo delle vittime. Al cimitero di Solzago si sono rinnovati il ricordo e il dolore per la frana e l’alluvione che travolsero il paese e causarono 16 morti, di cui 5 bambini.

Canne d’organo verso il cielo

Le canne di organo che salgono dalle sepolture verso il cielo rappresentano l’anelito verso la vita ultraterrena, verso il riposo eterno e la pace per le vittime di quella immane tragedia.

In quel lontano 1951, dopo settimane di piogge, che colpirono tutto il Nord Italia, in quella giornata dell’8 novembre, che era un giovedì, una frana, a monte del centro storico del paese, si staccò e ostruì il normale decorso del torrente Cosia verso valle. In molti ricordano le ore precedenti, quando, nonostante le piogge e il torrente in piena, l’alveo del torrente sotto il ponte di via Vittorio Veneto, era quasi asciutto. Un’enorme quantità di acqua si raccolse nell’invaso creato dalla frana e alle 18.18 ruppe la diga naturale e tracimò sul centro paese. Furono travolte la Cascina Poé e alcune abitazioni che si trovavano poco a monte del ponte.

Una tragedia che provocò 16 morti di cui due dispersi. Ieri mattina momenti di silenzio, raccoglimento e preghiera nel ricordo delle vittime: Ermanno Guanziroli, 28 anni, Adele Guanziroli, 60, Enrico Gatti, 60, Remo Gatti, 36, Delfina Gatti, 37, Mario Casartelli, 43, Walter Casartelli, solo 2 anni, Maria Amalia Casartelli, 3 anni, Plinia Turcati, 43, Angela Lorenzi, 75, Lucia Sertori, 39, Pierantonio Meroni, scomparso, 4 anni, Giulio Meroni, scomparso, 7 anni, Mario Ronchetti, 49, Fulvio Ronchetti, 13 anni, Angela Bicego, 45 anni.

«Ringrazio tutti coloro che hanno presenziato e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del nuovo monumento – commenta il sindaco – Ricordiamo e trasmettiamo alle generazioni future la memoria di quella tragedia, il cui ricordo è ancora vivo in paese».

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