Affittava lo chalet di un altro. Truffata una donna erbese

Ponte Lambro Il tribunale di Monza ha condannato il finto proprietario. Dopo cinque anni

Avrebbe finto di essere il proprietario di un meraviglioso chalet a Chamonix facendosi pagare 7mila e 200 euro per l’affitto, ma in realtà era intestato a uno scozzese. Un cinquantaduenne catanese, incensurato, è stato condannato per truffa dal tribunale di Monza a 18 mesi di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di 10mila euro, a titolo di risarcimento del danno e a sostegno delle spese legali della vittima.

A denunciarlo nel 2018 era stata una sessantaduenne di Ponte Lambro, socia di un’agenzia viaggi di Cesano Maderno. La donna aveva ricevuto nell’autunno di quell’anno la richiesta da una facoltosa cliente: affittare una casa di lusso in montagna per 10 persone nel periodo di Capodanno. Incrociando gli annunci di diversi siti internet di settore, aveva trovato un bellissimo chalet a Chamonix immerso in uno scenario da favola. Corrispondeva perfettamente alle richieste ricevute. A confermare la bontà degli annunci c’erano anche diversi commenti di clienti residenti in Italia e all’estero: tutti entusiasti. La sessantaduenne aveva contattato il proprietario, un catanese di 52 anni, chiedendogli ulteriori dettagli come fotografie, informazioni sull’edificio e numeri telefonici diretti. Gli scambi d’informazioni tra i due, soprattutto via mail, si erano protratti per giorni.

L’accordo finale era stato di 7mila e 200 euro: mille e 500 euro a titolo d’acconto e 5mila e 700 euro a saldo da versare esattamente un mese prima della partenza. Dal momento in cui tutta la somma pattuita era stata liquidata purtroppo erano iniziati i problemi. I recapiti telefonici forniti erano irraggiungibili, compreso quello della persona che avrebbe dovuto aprire lo chalet ai vacanzieri. Non solo la socia dell’agenzia aveva scoperto che l’immobile non era di proprietà del siciliano, ma di un uomo residente in Scozia che naturalmente era all’oscuro che la sua casa fosse in affitto. Da ulteriori verifiche sarebbero risultate in parte false anche le fotografie: l’immagine esterna corrispondeva allo chalet, gli interni invece erano completamente diversi rispetto agli scatti pubblicati o ricevuti via mail.

Alla sessantaduenne non era rimasto far altro che presentarsi dai carabinieri e sporgere denuncia. Da allora sono passati cinque anni e, ironia del destino, la condanna è arrivata in pieno autunno a poco più di un mese di distanza dalle vacanze di Capodanno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA