Bar ancora chiuso. Anzi, aperto per sbaglio

Alserio Infuria la polemica sulla struttura a lago ferma da due anni ma domenica scorsa alla mercè di tutti.Vandali? Ladri? Per la minoranza il Comune si è dimenticato di chiuderlo. Il sindaco: «Qualcuno l’ha aperto»

Alserio

Una domenica quasi primaverile con il Pit, punto informazioni turistiche e bar dei Giardini a lago, chiuso, anzi no: con le porte aperte e alle mercè di chiunque.

Che sia chiuso ormai è risaputo: la struttura tra lavori di ampliamento e ammodernamento, prima, e gara di assegnazione deserta, poi, è ormai ferma da oltre due anni. Ma domenica le porte, sia quella principale che quella sul retro, erano aperte. Apparentemente un vandalismo o, peggio, un’effrazione da parte di qualche ladro.

Nessuna forzatura

Ma, a controllare meglio, le porte non sembravano forzate, ma sembrerebbero piuttosto lasciate aperte, secondo la ricostruzione della minoranza. A denunciare l’accaduto e ad andare all’attacco del sindaco, Stefano Colzani, è il consigliere di minoranza, Fabiano Rosa, che, durante una passeggiata domenicale, ha trovato questa situazione: «La gestione disastrosa Colzani non si smentisce mai: il Punto informazioni turistiche appena ristrutturato, lasciato allo sbando e alla mercè di chiunque – attacca Rosa - E’ inaccettabile che i beni pubblici del Comune, che le persone pagano con le loro tasse, vengano gestiti in questo modo da queste persone che tutto dovrebbero gestire, tranne la cosa pubblica. E non vengano a raccontare la balla che è aperto per i bagni perché sarebbe ancora più grave; non c’è nessuno, senza luce, senza acqua corrente, senza sicurezza e senza controllo. Il bagno è nella parte retrostante, si accede dall’altro lato ed era chiuso a chiave. Sono andato a fare un giro ai Giardini a lago per sincerarmi di come fosse la situazione in una domenica pomeriggio e ho visto molti avventori che mi chiedevano dove fossero bagni perché in tutta l’area non c’è nulla di aperto».

Il consigliere ha proseguito nella sua camminata e si è imbattuto nelle porte aperte: «Molti genitori e persone anziane mi hanno fermato per chiedermi come mai quel locale fosse con la porta aperta senza serratura e inutilizzato: io, con notevole imbarazzo, non sapevo cosa dire. Molti giovani proprio in quei momenti mi hanno detto di avere interesse nella struttura, ma non capiscono come mai sia abbandonata. Faccio un appello al sindaco tira pacchi, che dice di meritarsi 1.600 euro al mese e 8.700 euro ogni fine mandato per gli ottimi disastri che fa e per come è conciato il paese: intervenga prima che qualche danno serio e bravata gli venga fatta, o ci troviamo dentro qualcuno a dormire. Sono imbarazzanti. Non ne imbroccano una e ora vogliono darlo in gestione al terzo settore».

Mesi di dibattito

L’argomento Pit, del resto, anima da mesi il dibattito in paese: Rosa e Alessio Pinato, capogruppo dell’altra minoranza, fin dal gennaio 2025 hanno sempre contestato i paletti e i piani economici, con affitti fino a 25mila euro annui, per dare in gestione la struttura. «È stata aperta, ma non credo per vandalismo o effrazione: si aprono facilmente quelle porte – commenta il primo cittadino – Abbiamo chiuso. Per il resto il candidato sindaco non residente (Rosa) continua ad attaccare: spero che non chieda i rimborsi benzina, così come fa per le sedute del consiglio comunale, per venire a controllare le porte del Pit. Vuole ricordarci tutti i giorni che è chiuso? Faccia pure: stiamo lavorando per arrivare a una soluzione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA