Comunità montana: «Erba ha il diritto di rimanere»

Dibattito La Legge Calderoli escluderebbe il Comune. Il presidente Danilo Bianchi: «Il territorio parla chiaro»

Erba

La città rischia di uscire dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e perdere relative agevolazioni e finanziamenti.

La proposta è in discussione con la “Legge Calderoli”, come leggete a parte. Lo stesso ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli ha detto che questi Comuni, tra cui Erba, «ad oggi hanno impropriamente tolto risorse». Diventa difficile equiparare Erba a Barni o a Canzo, oppure a Bellagio che si occupa di gran parte del Monte San Primo. Per il presidente della Comunità Montana Danilo Bianchi però non ci sono dubbi: Erba è un paese significativamente montano.

Un incontro il 13 gennaio

Cosa ne pensa della proposta di Calderoli di cambiare i parametri ed escludere dalle Comunità Montana alcuni paesi ritenuti non montani? «Su questo tema ritengo prematuro esprimere valutazioni di merito. È previsto un incontro il 13 gennaio che dovrà dare chiarimenti».

Erba è palesemente una città, oggi però viene equiparata a piccoli centri come Veleso o Magreglio di cui è sindaco. Giusto così? «È vero, Erba per dimensioni e funzioni può essere percepita come una città. Tuttavia, il dibattito tende spesso a concentrarsi esclusivamente sul tessuto urbano, trascurando un elemento rilevante: una parte significativa del territorio di Erba è montana, con caratteristiche ambientali, geomorfologiche e gestionali del tutto analoghe a quelle dei Comuni limitrofi. La classificazione non si fonda unicamente su parametri demografici o sull’impianto urbanistico, ma tiene conto della complessità territoriale nel suo insieme».

La Comunità Montana per il territorio fa cose che esulano dalle sue competenze, prendendo incarichi in pratica da Unione di Comuni, come per esempio gli asfalti ad Erba, con relative polemiche, rotatorie o viabilità urbana in genere. Presenza eccessiva dell’ente? «Esistono numerosi esempi di Comunità Montane che gestiscono funzioni complesse su delega dei Comuni. In questo quadro, la Comunità Montana del Triangolo Lariano ha avviato attività che erano previste nel programma dell’attuale mandato e che rappresentano un’evoluzione naturale del ruolo dell’Ente. Gli uffici hanno potuto confrontarsi con ambiti operativi nuovi, maturando competenze significative. Esperienze rilevanti, come il progetto del Borgo Ospitale, hanno consentito una crescita amministrativa e tecnica importante. Se la Comunità Montana è in grado di gestire interventi complessi, questo rafforza la sua capacità di supporto nei confronti dei Comuni».

Il ruolo

Non è più logico un ente come il vostro si concentri sui centri più piccoli e montani, senza distogliere competenze, fondi e tempo su realtà già strutturate? «L’ente svolge anche il ruolo di centrale unica di committenza. È quindi naturale che si trovi a gestire procedure di gara per Comuni di dimensioni maggiori, che dispongono di risorse più consistenti e che attivano appalti di importo più elevato. Questo non rappresenta uno scostamento dalla missione dell’Ente, ma una funzione prevista e svolta su richiesta dei Comuni, a supporto dell’intero territorio».

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