Dopo l’ennesimo incidente, torna sotto accusa l’incrocio di Montorfano
Torna sotto i riflettori l’incrocio tra la strada statale Briantea e via Brianza, lungo asse del centro paese che collega la Como-Bergamo alla strada provinciale 28, la Luisago-Senna-Lipomo. Si discute sul divieto di svolta a sinistra eliminato un anno e mezzo fa
Montorfano
Quell’incrocio è pericoloso e si dibatte sul divieto di svolta a sinistra eliminato un anno e mezzo fa. Dopo l’ennesimo grave incidente, esattamente un mese dopo un altro analogo impatto, torna sotto i riflettori l’incrocio tra la strada statale Briantea e via Brianza, a Montorfano, lungo asse del centro paese che collega la Como-Bergamo alla strada provinciale 28, la Luisago-Senna-Lipomo. Per almeno un ventennio, da quando venne eliminato il semaforo che sorgeva poco più avanti, sulla Briantea, in territorio di Albese con Cassano, la svolta a sinistra, per entrare nella località Parravicina di Montorfano, era vietata con tanto di cartello. Coloro che provenivano da Orsenigo e viaggiavano in direzione di Como dovevano andare alla rotatoria che ha preso il posto del semaforo albesino e da qui svoltare in sicurezza a sinistra per entrare in paese attraverso via per Albese. Quel cartello è stato rimosso e questo ha di fatto reso pericoloso quel tratto di rettilineo sulla Briantea.
Gli incidenti di mercoledì mattina e dello scorso 21 febbraio sono stati molto simili per dinamica e si sono verificati esattamente nello stesso punto. Chi deve svoltare a sinistra spesso non vede e non viene visto da chi arriva da dietro: mercoledì una moto che viaggiava nella stessa direzione, guidata da un giovane poliziotto di 26 anni che si stava recando al lavoro a Como, in Questura, è andata a sbattere contro una Opel Meriva, che stava per svoltare. La moto è andata a terra e ha preso fuoco. Il ferito è stato portato in codice rosso, con l’elisoccorso, all’ospedale San Gerardo di Monza.
Un mese prima padre e figlia di 15 anni, a bordo di una moto hanno urtato sul fianco un’auto che svoltava. Per la ragazza trasporto in elisoccorso sempre a Monza. «Da quando hanno tolto il cartello ci siamo sempre dichiarati contrari – spiega il sindaco, Giuliano Capuano – Abbiamo scritto ad Anas, attraverso la Polizia locale, per segnalare che non andava tolto. Il problema era che, passati molti anni, né noi, né loro avevamo tra le mani l’atto che aveva deciso il divieto di svolta. Loro ritengono la svolta non pericolosa, ma non è così. E’vero che qualche furbo, che comunque svoltava c’era, ma liberalizzare la svolta non va bene e purtroppo i fatti lo dimostrano. Loro sottolineano che non andava bene l’accesso consentito solo ai bus di linea, ma ciò è normale e dovuto per non sopprimere due fermate. Ora insisteremo ancora perché rivedano questa scelta».
Dall’ufficio stampa di Anas fanno sapere che «la cartellonistica verticale e orizzontale compere alle Polizie locali o alla Polstrada, dopo i dovuti sopralluoghi e le interlocuzioni previste con Anas». Sempre l’ufficio stampa conferma di «aver ricevuto la nota del sindaco. Si valuterà come procedere e l’eventuale ripristino del divieto di svolta». Non è quindi da escludere che le cose evolvano nella direzione auspicata dal sindaco.
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