«Caro sindaco, cambi i parcometri»: le proteste per la sosta in ospedale a Erba

Polemiche La lettera aperta di un ex vigile ripropone la questione dei parcheggi del Fatebenefratelli: «Display piccolo e non c’è la possibilità del resto». La Polizia locale: «Presto partono le multe»

«Egregio signor sindaco, faccia rimuovere quei parcometri». Dopo tanti problemi di attivazione e mesi di polemiche per il nuovo sistema di gestione della sosta all’ospedale Fatebenefratelli, basato su telecamere leggitarghe e parcometri di ultima generazione, una lettera aperta indirizzata al primo cittadino Mauro Caprani e recapitata anche a La Provincia lascia intendere che la tecnologia serve solo a complicare la vita. Da qui l’invito a fare un passo indietro, come chiedono da tempo decine di erbesi.

La lettera aperta, scritta da Giovanni Rotunno, merita ampia risonanza. Residente a Nibionno, il firmatario ha 61 anni ed è stato per anni un agente della polizia locale (operando anche con ruoli di comando ad Arosio): è stato insomma dall’altra parte della barricata, quella delle amministrazioni e dei vigili che devono far rispettare le regole. «Come tutti gli agenti - racconta - ho incassato i miei insulti, ma anche tanti ringraziamenti». Il tono della lettera, inoltre, è pacato e in poche righe riesce a riassumere tutti gli ostacoli che incontrano quotidianamente gli automobilisti.

«Parlo da cittadino e da ex appartenente alla polizia locale - esordisce Rotunno nella lettera indirizzata al sindaco - e le assicuro che sono tecnologicamente al passo con i tempi. La prego, sostituisca quei parcometri con altri più funzionali».

Segue la lista delle motivazioni. «Perché l’utenza - spiega Rotunno - è costituita da molti anziani e il display è troppo piccolo. Perché non danno il resto. Perché capita di aver solo banconote o che l’unica moneta da due euro presente nel portafoglio sia rifiutata dalla macchinetta: “Accade con le monete troppo nuove” mi hanno detto dall’ufficio interpellato sul momento, componendo il numero telefonico presente sul parcometro».

Ci sono cittadini che chiedono agli altri utenti di cambiare le banconote in monete, carte prepagate che non vengono accettate dal parcometro. Capita poi che «nel cercare l’unica ulteriore risorsa a tua disposizione (la tessera bancomat), il parcometro annulla i dati inseriti costringendoti a rifare tutto da capo».

Già, perché il nuovo sistema prevede l’inserimento della targa per pagare i minuti effettivi della sosta dopo che le telecamere hanno registrato l’ingresso dell’auto. Chi ha più automobili in famiglia, però, difficilmente le ricorda tutte e allora deve fotografarla dopo aver parcheggiato per poi recuperarla nella galleria dello smartphone.

Quel che Rotunno snocciola in poche righe, per chiedere la rimozione dei parcometri, lo sostengono da mesi decine di cittadini che frequentano l’ospedale. Proteste che La Provincia ha documentato passo dopo passo, senza contare tutte le difficoltà di attivazione del nuovo sistema: atteso per l’inizio della primavera, è entrato a regime ad agosto.

Cambiare, a questo punto, sarà molto difficile. Si era pensato di installare almeno un cambiamonete, ma l’ipotesi è stata cassata per timore di atti vandalici notturni. Ieri il comandante della polizia locale, Giovanni Marco Giglio, ha confermato che il nuovo sistema adesso funziona in ogni sua componente: e se fino ad ora gli agenti hanno chiuso un occhio, presto partiranno anche le multe per chi - magari stremato - se ne va senza pagare.

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