Fabiano approda a Brera: prima curava le strade, ora la Pinacoteca

La storia L’ex dipendente comunale di Alserio è diventato addetto ai beni culturali nel museo milanese

Da dipendente comunale nella piccola Alserio ad addetto ai beni culturali nel gotha dell’arte: la Pinacoteca di Brera.

Fabiano Rosa, 39 anni, da sempre appassionato di arte e di bellezze naturali e artistiche, ha fatto il salto di qualità. Ha vinto un concorso ed è stato assunto alla Pinacoteca, nel cuore della città di Milano. Un cambio radicale di vita e di lavoro, che gli permette di coronare in questo modo i suoi sogni e le sue passioni. Ad Alserio lascia sicuramente la bellezza del lago e della natura del paese: a Milano però trova un luogo di lavoro, che lo vede immerso quotidianamente tra grandi opere d’arte. Laureando alla facoltà di Economia dell’Università della Camera di commercio di Roma, corso di laurea in Scienze e tecnologia dell’arte, della cultura e dello spettacolo, Rosa non è nuovo a momenti artistici anche in quel di Alserio: negli anni passati, a novembre, in concomitanza con la Giornata contro la violenza sulle donne, si è reso protagonista di installazioni artistiche di impatto sul lago e nell’area dei Giardini a lago per condannare ogni forma di violenza fisica e psicologica contro le donne.

Dagli orti al museo

Non solo arte e messaggi sociali contro la violenza, ma anche altre iniziative per valorizzare la natura, il verde e la storia di Alserio: «In passato ho gestito un progetto per la realizzazione di un orto sinergico, che era stato visitato dalle scuole del paese – racconta – Amo tantissimo anche il giardinaggio, la cura e la conoscenza del verde, degli orti. Ho partecipato, per diletto e per passione, anche a una estemporanea di pittura, che lo scorso autunno era stato organizzato dal Alzate Brianza dalla Bcc Brianza e Laghi». Si è presentata quindi questa occasione e l’ormai ex dipendente del Comune di Alserio ha deciso di partecipare per arrivare a conciliare pienamente la sua passione per l’arte con il suo lavoro.

Il coronamento di un sogno

«Ho sostenuto un colloquio e procedura concorsuale in inglese nello splendido Palazzo Litta, sede del Segretariato regionale e della Soprintendenza ai beni culturali – racconta – E’ stato davvero singolare vincere il concorso e coronare questo sogno e questa opportunità. Negli anni ad Alserio ho anche collaborato nell’organizzazione di eventi e progetti culturali con Francesco Cramer, nella storica dimora nobiliare e secolare della sua famiglia. Credo che l’arte e la cultura siano davvero da coltivare sempre e siano perno e guida per l’umanità, anche in momenti difficili come quello attuale, tra post pandemia e guerra alle porte dell’Europa».

Rosa sottolinea e spiega anche una delle opere da lui preferite e custodite nel cuore della Pinacoteca braidense: «La cena in Emmaus” di Caravaggio: «Questo dipinto segna un po’ l’ultima fase del pittore, dopo essere materialmente scappato da Roma in quanto reo di un omicidio. Meno preciso con meno personaggi e dettagli decadenti per palesare il suo congedo finale. Cristo è rappresentato stanco, scialbo come i suoi commensali. Un’opera che, come tutta l’arte, scandaglia gli anfratti più remoti dell’animo umano».

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