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Lurago d’Erba-Lambrugo Aperta la campagna referendaria, anche se il primo confronto pubblico è naufragato. Il nuovo Comune avrebbe 8.100 abitanti, il nome proposto dagli alunni di terza media è Borgo Comasco
Lurago d’Erba/LaMBRUGO
Ci siamo: la campagna referendaria per la fusione tra i Comuni di Lambrugo e Lurago di fatto è aperta.
La data per la consultazione è stata ufficializzata: si voterà domenica 17 maggio. Tra poco più di due mesi sapremo se nascerà un nuovo Comune nel cuore della Brianza.
Dopo un botta e risposta tra i Comitati per il Sì e per il No, a Lambrugo, per organizzare un eventuale confronto pubblico, si è tenuta un’assemblea pubblica con il solo Comitato dei favorevoli, guidato da Mattia Soliani. I contrari, capitanati da Michele Catalano, hanno declinato l’invito definendolo «poco serio e poco credibile senza una reale interlocuzione su modalità e regole del dibattito».
Al centro del (mancato) dibattito ci sarà un nuovo Comune con poco più di 8.100 abitanti (5.600 per Lurago e 2.500 per Lambrugo). Gli elettori saranno poco meno di 2.000 per Lambrugo e quasi 4.400 per Lurago. In totale gli elettori chiamati alle urne saranno quindi poco meno di 6.400.
La validità del referendum si calcola sul quorum del 50 per cento più uno degli elettori del potenziale nuovo Comune: in sostanza deve votare il 25 per cento dell’elettorato in ciascun Comune. Per far nascere il nuovo Comune il Sì deve vincere in entrambi gli attuali Comuni: basterà la vittoria del No in uno solo dei due Comuni e il progetto salterà.
I due sindaci, Davide Colombo e Flavio Mauri, hanno fortemente voluto il progetto, che verrà ratificato definitivamente nelle sedute dei due consigli comunali, previste martedì alle 21, in contemporanea. Gli elettori avranno in mano due schede: una referendaria per la scelta del Sì o del No, l’altra con una serie di nomi proposti per il nuovo Comune.
I nomi sono in via di definizione. Una delle proposte è arrivata direttamente dagli alunni della scuola secondaria di primo grado “Enrico Fermi” di Lurago. I ragazzi hanno votato tra quattro proposte di nomi, scelti dalle quattro classi terze. Il più votato è stato: Borgo Comasco.
Le altre proposte di nomi sono in fase di definizione e saranno rese note dai Comuni a inizio settimana. I due sindaci hanno sempre sottolineato gli aspetti positivi: dai contributi economici ingenti per i prossimi 15 anni al miglioramento dei servizi, passando per una gestione migliore degli uffici e per gli investimenti in opere pubbliche. Linea abbracciata anche dal Comitato del Sì durante l’assemblea, che ha sottolineato «un approccio concreto e pragmatico al progetto».
I fronti sono diversificati e ma piuttosto definiti: per il No sono schierati a Lambrugo Catalano, l’ex sindaco Giuseppe Costanzo e Carlo Colombo, lambrughese doc, impegnato da sempre in paese e attuale coordinatore provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Per il Sì Soliani e il comitato ad hoc. A Lurago, pur con posizioni pragmatiche e moderate, è contraria la minoranza consiliare di centrodestra. Favorevolissimo e in prima linea per il Sì l’ex sindaco luraghese, Federico Bassani, attuale assessore esterno.
Ovviamente i due sindaci e i loro gruppi sono i fautori del progetto e sono in campo per il Sì alla fusione. In caso di vittoria dei favorevoli, a fine anno gli attuali due Comuni verrebbero sciolti e si aprirebbe un periodo commissariale per arrivare, nella primavera 2027, alle elezioni amministrative per eleggere il sindaco e il consiglio comunale del neonato nuovo ente comunale.
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