Il fascino del vintage. Seimila persone a Lariofiere fra i tesori del passato
Erba Macchine per scrivere, abiti, vinili e tanto altro. Presenze oltre le aspettative con code dal mattino
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C’era la macchina per scrivere del nonno, magari ancora con il nastro nero e rosso consumato; poco più in là spuntavano gli scarponi di montagna usati una vita fa, i vestiti della nonna custoditi con cura in un profumo di lavanda, i manifesti dei film degli anni Sessanta e Settanta, pile di vinili pronti a tornare a girare su vecchi giradischi. E poi macchine fotografiche analogiche, radio d’epoca, giocattoli di altri tempi e tanti oggetti curiosi che raccontano storie di famiglia e di quotidianità.
Grande successo ieri a Lariofiere per Lake Como Vintage & Market, il mercatino dell’usato organizzato in un’unica giornata ma capace di richiamare oltre 6.000 visitatori. Fin dal mattino la manifestazione ha attirato tantissime persone, con code continue all’ingresso già nelle prime ore di apertura.
Una soddisfazione evidente per l’organizzazione interna al polo fieristico erbese, che non si aspettava un risultato di queste dimensioni.
Interesse in aumento
Del resto la manifestazione arrivava in un momento particolare, in cui cresce sempre più l’interesse per il riuso, il recupero e il fascino degli oggetti del passato. Il mercato proposto a Lariofiere era davvero ricco: quasi 300 banchi dedicati al vintage e all’usato, con un’offerta che spaziava praticamente in ogni direzione.
Si poteva trovare di tutto: cartoline d’epoca, abiti militari, giocattoli storici, vecchie radio, oggetti di modernariato e pezzi da collezionismo. Il pubblico si è dimostrato curioso e interessato un po’ a tutto, con visitatori che si fermavano a osservare, chiedere informazioni e spesso a portarsi a casa un piccolo frammento di passato.
In un periodo in cui anche la televisione ha contribuito a rilanciare il valore degli oggetti di una volta — basti pensare alla popolare trasmissione Cash or Trash, che ha riportato alla ribalta il fascino del vintage — la fiera ha saputo intercettare un interesse ormai diffuso. E lo ha fatto nonostante la giornata di sole, che spesso tende a spingere le persone verso gite all’aria aperta piuttosto che verso spazi espositivi al coperto.
Sono gli stessi organizzatori a sottolineare la sorpresa e la soddisfazione per il risultato. Spiega Alberto Pagano, uno dei responsabili della fiera, realizzata direttamente dal polo espositivo: «Siamo sopra ogni più rosea previsione. C’è stata tantissima gente e sin dalle 9,15 del mattino si era già formata la coda agli ingressi. Supereremo tranquillamente le 6.000 presenze, con visitatori entusiasti e molto curiosi. Onestamente, considerando anche la bella giornata, ci aspettavamo un risultato più limitato».
Ampiezza e qualità
Molto ha fatto probabilmente anche l’ampiezza e la qualità dell’offerta espositiva. «Abbiamo quasi 300 espositori distribuiti nei due padiglioni aperti — aggiunge Pagano — Quella di marzo, tra l’altro, non è neppure l’edizione più importante dell’anno: di solito quella con maggiore affluenza è quella di dicembre, quando fa più freddo e la gente è più portata a frequentare una fiera al coperto. Per questo il risultato ci rende ancora più soddisfatti. Non possiamo che ringraziare tutti i presenti: siamo davvero molto contenti della riuscita della manifestazione».
Girando tra i corridoi della fiera, in effetti, era difficile trovare banchi banali. Molti espositori proponevano oggetti ricercati e piccoli tesori per collezionisti.
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