Lambrugo, scontro acceso tra favorevoli e contrari alla fusione con Lurago d’Erba
Il Comitato per il Sì propone un confronto pubblico, ma i contrari lamentano mancanza di condivisione sull’appuntamento. Il referendum dovrebbe tenersi in maggio
Lambrugo
Il dibattito del 5 marzo tra favorevoli e contrari non s’ha da fare, come direbbe il Manzoni, ma il Comitato per il Sì, che lo aveva proposto, tiene aperta la porta e annuncia comunque la sua presenza il 5 marzo, in sala consiliare. Clima più che mai acceso, quindi, tra i pro e i contro alla fusione tra i Comuni di Lambrugo e Lurago d’Erba. Porta aperta, ma anche sfida ai competitor: se non si presenteranno i contrari, i favorevoli, guidati nel comitato da Mattia Soliani, sfidano gli avversari annunciando la presenza anche se dovessero trovarsi davanti delle sedie vuote. La proposta di dibattito era arrivata proprio da Soliani, senza però, come lamentano i contrari, una vera e propria interlocuzione preliminare o un accordo tra le parti. Il Comitato per il No alla fusione, guidato da Michele Catalano, aveva già risposto picche.
Soliani tiene aperta la sfida e lascia aperta la porta anche fino all’ultimo minuto utile: «Chi rifiuta il confronto rinuncia alle argomentazioni – incalza Soliani –. Il nostro comitato annuncia la partecipazione al dibattito pubblico fissato per il 5 marzo, un appuntamento pensato per offrire ai cittadini un confronto trasparente e basato su contenuti, non su slogan. La data, definita con largo anticipo, garantisce a tutte le parti coinvolte il tempo necessario per organizzarsi adeguatamente. Il Comitato del Sì rinnova inoltre l’apertura a concordare insieme il luogo dell’incontro e la figura del moderatore, preferibilmente un giornalista o comunque un professionista terzo, così da assicurare equilibrio e imparzialità. Il confronto pubblico è un atto di responsabilità verso i cittadini. Rifiutarlo sarebbe un segnale preoccupante: significherebbe ammettere l’assenza di argomentazioni solide e rifugiarsi nella propaganda. Al contrario, noi crediamo che la comunità meriti chiarezza, dati e risposte. Il 5 marzo rappresenta quindi un’occasione fondamentale affinché tutti i cittadini possano valutare in modo consapevole le ragioni della fusione. Noi ci saremo perché il futuro delle nostre comunità si costruisce con trasparenza e partecipazione».
Una posizione netta, che spinge i sostenitori del No a controbattere a stretto giro, accusando gli avversari di mossa propagandistica: «Altro che responsabilità: chi teme il confronto vero è chi evita le domande scomode – ribatte Catalano –. Il nostro comitato respinge con decisione il tono paternalistico e insinuante del Comitato del Sì. Sostenere che chi non accetta le loro condizioni rinuncia alle argomentazioni è un tentativo maldestro di ribaltare la realtà. Il confronto pubblico non è una passerella né uno strumento per fare pressione psicologica sugli avversari. È un momento serio che richiede trasparenza totale, documenti completi e risposte puntuali. Finora, invece, abbiamo assistito a slogan, promesse generiche e a una narrazione a senso unico. Accusare chi solleva dubbi di rifugiarsi nella propaganda è offensivo verso tanti cittadini che, con senso critico, stanno chiedendo semplicemente numeri chiari, garanzie concrete e analisi indipendenti». Sullo sfondo il voto, che dovrebbe tenersi probabilmente nel mese di maggio.
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