Lurago d’Erba, bivacco e siringhe nell’area verde di Ca’ Ronchi

La segnalazione Rinvenuti anche rifiuti e un sacco. Catalano (Azione Lambro): «Qualcuno ha deciso che questo luogo poteva essere abbandonato, dimenticato, usato e poi lasciato sporco»

Lurago d’Erba

Indignazione e preoccupazione per un bivacco con siringhe rinvenuto nell’area verde e a prati di via Ca’ Ronchi, al confine con la vicina Lambrugo. Rifiuti di vario genere, un sacco, ma soprattutto cinque siringhe, utilizzate verosimilmente da tossicodipendenti e lasciate in un palo di legno, in una zona frequentata da persone che vanno a fare passeggiate o camminate. A rinvenire il tutto e a denunciare l’accaduto è Michele Catalano, presidente dell’associazione lambrughese “Azione Lambro”. Negli ultimi anni sul territorio più volte si è presentato il problema dello spaccio della droga con vere e proprie piazzole di spaccio, tra Lambrugo, Merone e Inverigo, rinvenute e smantellate dai Carabinieri e dalle forze dell’ordine.

La situazione

L’amministrazione comunale di Lambrugo aveva fatto chiudere l’accesso a un’area a verde adiacente alla statale Briantea, che era diventata zona di compravendita di droga. Forze dell’ordine e istituzioni, quindi, in prima linea per contenere e smantellare il problema. Quanto successo in via Ca’ Ronchi riapre la questione. «Quando guardo questo palo non vedo solo del legno vecchio, vedo una ferita – commenta Catalano - Siringhe conficcate una dopo l’altra, come colpi inferti senza rumore, lasciate lì a segnare il territorio del degrado. Non è un’immagine casuale, secondo me è una scelta. Qualcuno ha deciso che questo luogo poteva essere abbandonato, dimenticato, usato e poi lasciato sporco. Notti consumate in silenzio, gesti rapidi, pericolosi e poi la fuga. In basso, un pacchetto di sigarette vuoto: l’ennesima traccia di un passaggio che non lascia nulla se non rischio e incuria. È impossibile far finta che non riguardi tutti noi. Non possiamo voltare lo sguardo davanti a rifiuti pericolosi lasciati dove chiunque può passare. Per questo, come associazione, interverremo e puliremo tutto, rifiuti speciali compresi, restituendo sicurezza e dignità a questo luogo. E informeremo le autorità competenti, perché ciò che vedo qui non è solo sporco: il degrado prospera solo quando nessuno ha il coraggio di chiamarlo per nome». Una mano anonima, probabilmente qualche cittadino, ha provveduto poi alla rimozione dello scempio: associazione e Comune confermano di aver trovato successivamente il bivacco ripulito senza essere stati gli autori.

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