Polemiche sugli scavi a Gajum: «Manca il cartello dei permessi»
Canzo Interrogazione del capogruppo di minoranza Paolo Ceruti. «Mancano i nomi di impresa, progettista e responsabili lavori e sicurezza»
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«Scavi e sbancamenti con importanti movimentazioni di materiale, senza che sia stata esposta alcuna autorizzazione né indicati i soggetti coinvolti».
Il gruppo di minoranza Viviamo Canzo attacca pesantemente l’amministrazione e l’area tecnica per i lavori in corso all’ex Gajum/Bognanco.
Il gruppo guidato da Paolo Ceruti ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, martedì 24 marzo, in merito ai lavori in corso nell’area ex Gajum-Bognanco, dove è previsto un ampio progetto di riqualificazione di un’area occupata un tempo da un’azienda di imbottigliamento di acque minerali, da trasformare in un centro sportivo con campi da padel, palestra, ristorante e pizzeria e un’area esterna con 105 piazzole per camper. In questa fase sono in corso interventi per la realizzazione di un parcheggio pubblico nei pressi della sponda del lago del Segrino.
Nell’interrogazione Ceruti evidenzia come «nell’area siano stati eseguiti scavi e sbancamenti con importanti movimentazioni di materiale, senza che sia stata esposta alcuna autorizzazione né indicati i soggetti coinvolti», sottolineando la presenza costante di mezzi pesanti e operatori, ma «in assenza completa di cartelli di cantiere, dei nominativi delle imprese, del progettista, del direttore lavori e del responsabile della sicurezza».
La minoranza riferisce inoltre di aver chiesto chiarimenti agli uffici comunali, ottenendo come risposta che si tratterebbe di interventi di messa in sicurezza.
Una spiegazione che però non convince: «Trattandosi di un’area privata recintata, non si comprenderebbe la necessità di interventi urgenti per la pubblica incolumità», osserva Ceruti.
Particolare attenzione viene posta anche sul tema del vincolo archeologico. «Sono stati effettuati scavi in un ambito di interesse archeologico – si legge – e interventi che modificano in modo significativo il terreno devono essere sottoposti al parere della Soprintendenza», chiedendo quindi se tali passaggi siano stati rispettati e se fosse presente un archeologo durante le operazioni.
Nel dettaglio, l’interrogazione chiede all’amministrazione comunale di chiarire se i lavori per il parcheggio fossero autorizzati al momento dell’avvio, fornendo documentazione con date e protocolli, e se siano state effettuate verifiche o adottati eventuali provvedimenti.
Viene inoltre richiesto di specificare la natura degli interventi di messa in sicurezza, l’esistenza di un coordinatore e di un responsabile della sicurezza, e la regolarità delle procedure in un’area soggetta a tutela.
Per ora non c’è alcuna risposta da parte dell’amministrazione capitanata dal sindaco Giulio Nava, risposta comunque attesa in consiglio comunale.
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