Trasportava la sorella morente, multata perché priva del tagliando per disabili. Il sindaco: «Purtroppo la legge è questa»

Valbrona Donna sanzionata per il posteggio nello spazio disabili all’ospedale nel Lecchese. Il primo cittadino di Merate: «Capisco le rimostranze, ma il vigile urbano ha fatto il suo dovere»

«Umanamente è sicuramente comprensibile l’azione di Donatella Vicini, ma tecnicamente ritengo sia inappuntabile anche il comportamento dell’agente di polizia locale che ha dato la multa è una decisione incontestabile».

Leggi anche

Le parole del sindaco di Merate

Sono queste le parole del primo cittadino di Merate, Massimo Panzeri, sul caso della donna multata lo scorso ottobre per avere parcheggiato nell’area di sosta riservata ai portatori di handicap mentre accompagnava all’ospedale Mandic la sorella, malata di tumore in stadio terminale e deceduta nelle settimane successive al fatto.

L’episodio è stato raccontato al nostro giornale nei giorni scorsi dalla stessa Donatella Vicini.

«Mia sorella Morena Vicini aveva già presentato tutta la documentazione per avere il tagliando da apporre sulla macchina, era solo da ritirare in comune ad Albavilla – spiega Donatella Vicini -. Arrivati all’ospedale di Merate abbiamo trovato libero il parcheggio disabili vicino all’ingresso e abbiamo parcheggiato lì, anche perché mia sorella era impossibilitata a muoversi ed era in carrozzina. Il vigile ci ha multati di 170 euro, abbiamo fatto ricorso e recentemente la Prefettura di Lecco ha raddoppiato la cifra, 350 euro perché il nostro ricorso non è stato accettato. Ho spiegato quanto accaduto inviando anche le foto del tagliando poi ritirato. Forse servirebbe un po’ più di umanità».

Il parere

Si è dichiarato, invece, di altro avviso il primo cittadino di Merate.

«L’agente - sottolinea Panzeri - non è chiamato a valutare le situazioni ma alla semplice verifica del rispetto delle disposizioni. In questo caso, non esporre il tagliando riservato agli invalidi costituisce una violazione della norma e quindi l’agente ha fatto la contravvenzione».

Pur dispiaciuto per quello che è accaduto, il sindaco precisa che «il fatto di avere presentato domanda, non costituisce un titolo per usufruire di quei parcheggi che sono riservati».

Panzeri ricorda che la donna avrebbe probabilmente scritto anche a lui, in municipio, ma osserva che «il sindaco non dà le multe e neppure le può togliere. L’unica strada percorribile è quella di rivolgersi al prefetto».

Il precedente

Infine,il primo cittadino Panzeri ricorda un altro caso di conflitto tra regole e senso di umanità, avvenuto sul suo territorio tre anni fa.

«Eravamo in periodo di Covid e non si poteva circolare. Un giorno, una pattuglia fermò un’automobile. Gli occupanti, che arrivavano da fuori provincia, erano diretti a Villa dei Cedri, per l’ultimo saluto a un parente che stava morendo. Allora c’erano i decreti per il Covid e quelle persone non avrebbero dovuto essere dove si trovavano e, quindi, furono anche loro multate.

«Anche in questo caso, umanamente il loro comportamento era comprensibile e legittimo ma, purtroppo, il vigile non potè fare a meno di applicare quelle che erano le disposizioni di legge».

© RIPRODUZIONE RISERVATA