Tre estorsioni nell’Erbese: a processo

Gli episodi avvenuti tra il mese di luglio del 2023 e quello di giugno del 2024. Fascicoli nati come separati, uniti dal nome dell’indagato, Massimiliano Lazurko di Erba

Erba

Tre estorsioni – due riuscite e una tentata – per un totale di decine di migliaia di euro, tutte avvenute nell’Erbese tra il mese di luglio del 2023 e quello di giugno del 2024. Fascicoli nati come separati, uniti dal nome dell’indagato, Massimiliano Lazurko di Erba (21 anni, già noto per fatti simili) che ora potrebbero essere invece riuniti in un solo processo con la decisione che tuttavia deve ancora essere presa.

Per il momento, quello che emerge è l’attività del sospettato che avrebbe a più riprese minacciato le sue vittime ottenendo quando chiesto, fino anche ad arrivare a 30 mila euro. E’ il caso di uno dei tre fascicoli in questione in cui il ventunenne di Erba, dopo la compravendita di stupefacenti per circa 4 mila euro (cocaina), aveva chiesto altri soldi con minacce esplicite fatte anche sui social. «Vai a vedere la tua macchina... è solo un avviso», era stato uno dei messaggi rivolto all’interlocutore che poi si era in effetti trovato con il parabrezza della vettura mandato in frantumi. In totale, in questo fascicolo per estorsione avvenuta a Castelmarte, la procura contesta la consegna di circa 30 mila euro.

Un secondo episodio – anche in questo caso legato ad una consegna di stupefacenti, non cocaina come a Castelmarte ma quindici grammi di hashish – aveva invece portato il ventunenne a pretendere la consegna di 1.700 euro non solo per la droga ma anche per un telefono cellulare e di un motorino. Soldi che erano stati pretesi anche dopo che l’indagato si era ripreso sia il telefono sia il motorino. Questo secondo fascicolo era avvenuto a Erba nel settembre del 2023.

Un ultimo fascicolo che fa sempre capo a Lazurko fa riferimento ad episodi avvenuti sempre a Erba tra febbraio e luglio del 2023. In questo caso – l’estorsione contestata fu “solo” tentata – al centro dell’attenzione non c’erano stupefacenti ma un orologio rubato ad una festa. L’indagato chiese ad presunto responsabile del furto la cifra di 500 euro per non denuncialo, salvo poi minacciarlo e pretendere la consegna di ulteriori 800 euro perché il valore dell’orologio era più altro. Fascicoli che hanno viaggiato paralleli, ma che ora – su richiesta dell’avvocato Massimiliano Iantorno – potrebbero venire riuniti in un’unica udienza anche se, come detto, la decisione deve ancora essere presa. Sempre Lazurko, lo scorso mese di novembre era già stato condannato ad oltre sei anni per una serie di altri episodi di estorsioni e rapine.

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