Lastroni dissestati e pericolosi. In piazza limite di 10 chilometri

Cantù Automobili a passo d’uomo fino all’intervento urgente in programma da mercoledì 7. Ordinanza del Comune: «Buche e avvallamenti compromettono la sicurezza della circolazione»

Cantù

I lastroni ballano, saltano persino. E allora le auto devono procedere a passo d’uomo: nei prossimi giorni, fino all’intervento urgente di ripristino in programma dal 7 gennaio, sulla parte carrabile di piazza Garibaldi è istituito il limite dei 10 chilometri orari.

Misura estrema, che s’è resa necessaria dato lo stato di vero e proprio dissesto in cui si trova la pavimentazione, come si legge nell’ordinanza firmata l’ultimo giorno dell’anno dal dirigente Fedele Mora, con «evidenti danni strutturali, come buche ed avvallamenti, che compromettono la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale». Per questo, spiega l’assessore ai lavori Pubblici Maurizio Cattaneo, si è proceduto con lavori tampone di messa in sicurezza, poi si passerà al ripristino. In attesa della soluzione definitiva, che richiederà un intervento radicale, complesso e di importante durata.

Cattaneo: «Ecco mezzo milione»

Un epilogo non certo inaspettato. Da settimane la colonna sonora, in piazza Garibaldi, non sono musiche natalizie, ma il rimbombo ininterrotto dei lastroni ballerini, le pietre di granito dell’Adamello ormai frantumate in buona parte, ogni volta che un’auto, un furgone, un autobus gli passino sopra.

La strada, come noto, è tracciata, e indietro non si torna: in piazza Garibaldi arriverà l’asfalto, in versione ancora da individuare. L’assessore Cattaneo aveva spiegato che in attesa della sostituzione della pavimentazione lapidea della parte carrabile, per la quale è stato stanziato mezzo milione di euro per il 2026, non si sarebbero effettuati altri interventi destinati a non durare. Ma a questo punto la questione non era più estetica o di decoro, ma di sicurezza.

Per cui gli operai si sono messi all’opera con dei rappezzi. Non belli, ma necessari. Nell’agenda politica del 2026, il sindaco Alice Galbiati l’ha detto chiaramente, tra le priorità c’è chiudere una volta per tutte l’epopea di piazza Garibaldi e dei lastroni ballerini.

«Gestita l’urgenza, ma ora...»

Ma si esercita cautela, dopo vent’anni di tentativi mai definitivi: «Trent’anni il palazzetto, venti la piazza – dice il sindaco Galbiati -. Se fossi troppo cauta non mi imbarcherei in certe sfide. Mettiamola così: piazza Garibaldi merita una soluzione stabile e tecnicamente corretta. Nel 2025 abbiamo gestito l’urgenza e avviato gli approfondimenti, non banali. Nel 2026 l’obiettivo è arrivare all’intervento conclusivo, senza scorciatoie. È una questione di decoro, ma anche di sicurezza e di rispetto per i canturini». Per questo, proprio nei giorni scorsi, lei e Maurizio Cattaneo hanno effettuato un sopralluogo per valutare in via preliminare una nuova tecnologia di asfalto che il sindaco ha spiegato di aver avuto modo di conoscere durante l’Assemblea Anci a Bologna dello scorso novembre, che consentirebbe di coniugare resistenza e resa estetica.

Un primo passo, ha chiarito, seguiranno ora i necessari approfondimenti con le aziende che lo posano e le verifiche tecniche per comprendere se la soluzione possa risultare effettivamente adeguata alle esigenze della città. Al termine del percorso sarà possibile esprimere valutazioni più puntuali, che verranno condivise con giunta e consiglieri di maggioranza.

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