Le storiche campane di Beregazzo tornano visibili: esposte dopo oltre mezzo secolo, furono forgiate nel 1865

Storia Domani durante la messa saranno benedette dal vescovo Giuseppe Vegezzi. Appartenevano alla vecchia chiesa, ma poi furono lasciate in un deposito

Dopo oltre mezzo secolo, le tre campane della vecchia chiesa di Beregazzo sono tornate visibili.

Sono alloggiate in una cella campanaria, alta circa sei metri e larga tre ispirata alle linee moderne della sommità del campanile mai realizzato, tra l’ingresso della chiesa e il cancello del giardino parrocchiale, così da renderle visibili ai fedeli che entrano in chiesa. Domani, durante la messa delle 9.15, il vescovo Giuseppe Vegezzi benedirà le tre storiche campane e sarà inaugurata la cella campanaria.

«Non è un’esagerazione affermare che è soprattutto grazie all’entusiasmo, passione per la storia dei nostri paesi e la competenza tecnica del sindaco Luigi Abati se oggi, dopo oltre mezzo secolo, Beregazzo è tornato ad avere le campane» sostiene il consigliere comunale Claudio Castelli, autore dell’opuscolo che racchiude le notizie storiche sulle tre campane e il percorso che le ha riportate alla vista.

Il progetto

Sono le campane della vecchia chiesa di Beregazzo, dotata di campanile, forgiate nel 1865. La campana principale, requisita in epoca fascista per realizzare armamenti bellici, fu di nuovo forgiata nel 1948. Nel 1968 fu costruita l’attuale chiesa, che nella forma ricorda una tenda beduina con richiamo al significato biblico del deserto come luogo mistico. Fu progettato anche un alto campanile, in stile moderno, ma mai edificato per mancanza di fondi.

Le tre campane furono lasciate in un deposito dell’ex oratorio femminile in via don Francesco Bestetti e mai più utilizzate. «Sin dagli anni Ottanta l’architetto e amministratore comunale Luigi Abati si interessò al campanile – spiega Castelli - Nel 2008 Abati segnalò all’allora parroco, don Angelo Colombo, un bando di Fondazione Cariplo; il parroco si sentì in dovere di chiedere l’autorizzazione alla Curia per la costruzione del campanile, che la negò. L’anno scorso, con l’allora parroco don Roberto Dimarno, si decise di realizzare un parcheggio a lato della chiesa e si rese necessario l’abbattimento del ripostiglio che custodiva le campane. Essendo economicamente impraticabile realizzare un campanile, don Roberto suggerì al sindaco di ideare una collocazione pubblica a costi più contenuti. Il progetto comunale del parcheggio in via don Bestetti prevedeva la ricollocazione in un nuovo alloggio delle campane e, col ribasso d’asta ottenuto da questo e precedenti appalti pari a circa 14mila euro, c’era spazio per realizzare non l’alta torre campanaria progettata negli anni Sessanta, ma una piccola e dignitosa struttura, lasciando le finiture e la motorizzazione dell’opera alla Parrocchia e alla generosità di volontari e benefattori».

Il recupero

I tre bronzi potranno essere attrezzati con un sistema a telebattenti che li percuote dall’esterno mantenendoli immobili, così che possano tornare a segnare le ore o melodie grazie al suono a rintocco.

«Le campane potranno essere motorizzate per tornare a suonare – conclude Castelli – I costi per la Parrocchia si stimano importanti, ma non così grandi come lo furono i sacrifici economici dei nostri avi. La speranza è che le campane non restino in silenzio».

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