Tangenziale di Olgiate, spunta un altro ostacolo: «Procedimento non legittimo»

Como

Tangenziale di Olgiate, segnalazione alla Regione per “procedimento non legittimo”. L’iniziativa è dell’architetto Vincenzo Latorraca che assistite uno dei proprietari dei terreni oggetto di esproprio per la realizzazione del primo lotto della variante alla SS 342, da via Repubblica alla Lomazzo Bizzarone.

«A un ulteriore approfondimento operato con due associazioni ambientaliste del territorio sono emerse ulteriori rilevanti criticità e in particolare il procedimento di verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica (Vas), che inficia l’intero iter che ha condotto all’approvazione dell’opera – spiega Latorraca - In origine era previsto che il progetto fosse realizzato in base a un Accordo di programma tra la Provincia di Como e i Comuni di Olgiate Comasco e Beregazzo con Figliaro».

«La Provincia si assumeva l’onere della verifica di assoggettabilità alla Vas e concludeva l’iter con la sua esclusione. L’accordo non si perfezionava per intervento della Regione che rilevava l’impossibilità di attribuire all’accordo efficacia di variante del Pgt in assenza del decreto del Presidente della Regione. Il venir meno di tale assetto procedimentale avrebbe imposto il rinnovo della verifica».

Invece: «Il Comune di Olgiate, dovendo provvedere alla variante puntuale del Pgt ai fini del recepimento del progetto, fondava la variante puntuale sull’esclusione operata dalla Provincia, nonostante fosse riferita all’Accordo di programma venuto meno. La Vas della Provincia non può sostituire quella del Comune – osserva Latorraca – La decisione di procedere all’affidamento dei lavori solleva rilevanti dubbi sulla correttezza del percorso amministrativo seguito e sull’adeguatezza delle valutazioni ambientali e di indirizzo politico-amministrativo poste a fondamento del progetto».

Sotto la lente il nuovo tracciato (rivisto per allontanare la strada dall’ex forno) che ricade su un’area geologicamente classificata come inedificabile. «Il nuovo percorso è stato individuato senza che siano stati verificati tracciati alternativi che non prevedano l’attraversamento di aree nelle quali la normativa regionale consente la realizzazione di infrastrutture pubbliche solo se non siano altrimenti localizzabili».

«Non si comprende la ragione per cui sia stato mutato il progetto originario, con ulteriori oneri, ritenendosi insostenibile il costo di bonifica dell’area dell’ex inceneritore, quando la bonifica comporta costi assai più contenuti». Evidenziati altri profili irrisolti: «La mancata valutazione della particolare sensibilità ambientale dell’ambito col consumo di suolo, anche boscato, e la grave incidenza sulla rete ecologica, nelle zone tampone attraversate dalla variante in progetto, andando a impattare su una delle ultime residualità ambientali della zona a sud».

Da qui la conclusione: «Non si comprende il motivo di impegnare circa 10 milioni di euro pubblici per un’opera che non risolve le problematiche viabilistiche in quanto il traffico si sposterebbe verso Casletto e Somaino, mentre del secondo lotto del progetto non vi è traccia, e perché non siano state valutate le alternative viabilistiche già esistenti».

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