Amaro in bocca e grande orgoglio dopo Como-Inter: la strada per l’Europa è aperta

Focus Il ribaltone è difficile da digerire, nel primo tempo il Como ha giocato da... capolista. Il “nuovo” ruolo di Diao e il supporto di Paz. Intanto i commissari Uefa ispezionano lo stadio

Como

Amaro in bocca, come normale che sia. Perché assaporare la vittoria contro la capolista per poi farsi ribaltare 3-4, con una traversa colpita all’ultimo minuto, è davvero difficile da digerire. In questi casi però occorre mantenere la testa lucida, ricordarsi che quello del Como è un progetto a lunga durata, ma soprattutto che l’Inter è pur sempre la squadra più forte d’Italia.

I fattori positivi su cui soffermarsi per continuare il percorso sono diversi. Intanto, giusto per ricordalo, i lariani hanno dimostrato una volta di più di meritare la posizione in classifica che occupano, dominando almeno per un tempo la squadra che, con tutta probabilità, vincerà lo scudetto. Fabregas ha preparato un piano tattico alternativo, rivelatosi vincente per gran parte della partita. Ha pagato gli episodi, certo, ma quello visto ieri è stato un Como con il fuoco negli occhi, che si è mosso a memoria, e non ha mai rinunciato a tenere alto il baricentro per fare pressione.

Il “nuovo” ruolo di Diao e Nico

Un elemento importante è stato il “nuovo” ruolo di Diao. Fabregas lo aveva anticipato in conferenza: “Proveremo a vederlo in un ruolo diverso”. L’esperimento ha portato i suoi frutti e potrà tornar comodo.

Per provare a far male all’Inter serviva una chiave nuova, dopo che nei tre precedenti confronti erano arrivate solo sconfitte con zero gol fatti. Ce lo immaginiamo, Cesc, a scervellarsi fino a tarda sera a Mozzate, per trovare la soluzione su come colpire i nerazzurri. Alla fine ha trovato una risposta nel senegalese, che rispetto a quanto gli abbiamo sempre visto fare, ieri è stato schierato sì largo a destra, ma in una posizione molto meno offensiva. Quasi nel ruolo di centrocampista in un’ideale 3-4-2-1, chiamato ad accentrarsi dentro il campo piuttosto che correre a tutta fascia. Le occasioni sono arrivate quasi tutte da quella parte. Il colpo di tacco per liberare Nico Paz e arrivare al gol di Valle è stata la giocata più bella della partita.

Tra le notizie positive per i lariani c’è sicuramente anche il gol di Paz. Nico ne aveva davvero bisogno. Dopo un lungo periodo complicato, riuscire a segnare a una grande del nostro campionato potrebbe essere la scintilla giusta per essere decisivo nel finale di stagione. Gli sprazzi visti in nazionali e contro il Pisa non erano un fuoco di paglia.

Classifica e Europa

La strada per l’Europa è ancora apertissima. E, udite udite, le possibilità che le grandi sfide internazionali possano giocarsi a Como prende piede. Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17, cinque commissari Uefa hanno ispezionato alcune zone dello stadio Sinigaglia. Al centro dell’osservazione, la situazione legata all’afflusso e al deflusso dei tifosi durante il match, uno dei criteri fondamentali per poter giocare in Europa. Nella giornata di oggi, invece, sono previsti ulteriori controlli nei diversi settori. Sotto l’occhio del ciclone ovviamente c’è la Curva Ovest, quella occupata dagli ultras del Como, che non può poggiare su tubolari o impalcature, ma solo su una struttura permanente.

L’obiettivo del club, come dichiarato dal presidente Suwarso al nostro quotidiano, è quello di completare i lavori di ristrutturazione entro la fine dell’estate, anche in caso di mancata qualificazione in Europa. Qualcosa di grande sta nascendo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA