( foto butti)
La svolta Nei prossimi mesi la profonda trasformazione che riguarderà anche il piano industriale 2026-28. Convenzione con gli americani di Legends, modello Real
Cantù
Un salto nel futuro, a piedi pari. E il ragionamento è multiplo, spalmato addirittura su quattro realtà. Dopo sei anni di lavoro, Pallacanestro Cantù e tutto quello che le gira intorno sono pronti a compiere un salto epocale. Non solo un nuovo piano industriale, ma una trasformazione profonda: da club storico a piattaforma sportiva e industriale moderna, capace di guardare al futuro con ambizione e solidità.
Protagonisti principali, in ordine di apparizione, Roberto Allievi, presidente del club, Sergio Paparelli, numero uno di Cantù Next, e Antonio Munafò, massimo dirigente di Cantù Arena e punto di riferimento del Progetto Giovani Cantù. Il tutto sotto la regia di Andrea Mauri, doppio Ceo e consigliere della società di via Como.
In aprile si chiuderà ufficialmente un percorso iniziato nel 2019. Un ciclo lungo sei anni, costruito attraverso due piani industriali consecutivi (2020-2023 e 2023-2026), che hanno visto il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati. Un lavoro spesso silenzioso, strutturato e sempre complesso, che ha posto le basi per qualcosa di molto più ambizioso.
Con la conclusione della stagione sportiva, a maggio, verrà presentato il nuovo piano industriale 2026-2028: un progetto destinato a proiettare Cantù Next e Pallacanestro Cantù in una dimensione completamente nuova. Il cuore di questa visione è chiaro: la creazione di un ecosistema moderno e integrato, in cui club e infrastruttura crescono insieme, alimentandosi reciprocamente.
Due passaggi fondamentali, entrambi previsti per aprile, rappresentano il punto di svolta.
Il primo riguarda la firma di un nuovo accordo decennale con Legends (l’ex Asm Global), colosso statunitense e leader globale nella gestione di venue iconiche come il Santiago Bernabéu, la O2 Arena di Londra e la Crypto.com Arena di Los Angeles. Un’intesa già approvata dalle sedi internazionali del gruppo, che segna un salto di qualità netto rispetto al precedente accordo.
Se in passato la collaborazione si concentrava sull’organizzazione di eventi (oltre 70, oltre alle partite), il nuovo contratto prevede la gestione completa dell’arena. Un modello a 360 gradi: food & beverage con oltre 10 concept distinti e un impatto occupazionale di circa 100 persone, gestione hospitality e aree corporate, selezione di naming rights e founding partner su scala internazionale, ticketing evoluto con introduzione dei Psl (per la prima volta in Italia), marketing, merchandising.
Il secondo passaggio chiave sarà l’acquisizione della maggioranza (70% di quote, 20% alla Cantù Sports Holding e 10% a Tutti Insieme Cantù) del club da parte di Cantù Next. Dopo aver già sostenuto economicamente il rafforzamento della squadra, la società assumerà un ruolo centrale anche nella governance del club, diventando il motore di un sistema integrato tra arena, club e settore giovanile. Un cambio di paradigma: non più entità separate, ma un’unica visione strategica.
Da qui nascerà un modello di gestione che punta alla valorizzazione di tutti gli asset: arena, prima squadra, settore giovanile (Progetto Giovani Cantù), partnership internazionali e struttura societaria. Un approccio allineato agli standard europei più avanzati.
Uno degli elementi più innovativi sarà la creazione di una media house interna, un vero e proprio hub creativo e strategico. Non si tratterà solo di comunicazione, ma di una struttura in grado di governare i brand di tutte le società del gruppo. Produzione di contenuti digitali, audio e video, storytelling, gestione delle piattaforme, attivazione degli sponsor e dialogo continuo con i tifosi: la media house sarà il cuore narrativo del progetto.
Con un team di circa dieci professionisti e competenze trasversali, guidato da un brand manager proveniente da un’esperienza di alto profilo come Milano-Cortina, la struttura avrà anche il compito di accompagnare il rebranding di Pallacanestro Cantù (a partire da un logo moderno pronto per affrontare nuove sfide) e del settore giovanile. Un’identità visiva moderna, pensata per adattarsi a tutte le declinazioni: dall’arena al merchandising, fino agli eventi legati al 90° anniversario del club.
Parallelamente, l’arena sarà dotata delle più avanzate tecnologie disponibili: maxi-schermi, sistemi immersivi, soluzioni digitali, per migliorare l’engagement del pubblico durante partite ed eventi. Non solo spettacolo, ma anche uno strumento operativo per la squadra.
Il rapporto con Legends porterà anche a un interscambio di competenze: alcune figure storiche del club entreranno nell’organizzazione internazionale, mentre nuove professionalità verranno inserite nel club. Un flusso continuo di know how.
Le ricadute non saranno solo organizzative, ma anche sportive. L’accordo aprirà infatti nuove opportunità per il settore giovanile, con la possibilità di attivare partnership con università statunitensi, offrendo ai giovani talenti percorsi di crescita che uniscono sport e formazione accademica.
Il modello non è nuovo per Legends, che ha già sviluppato progetti simili con realtà come il Real Madrid. Ma quello di Cantù sarà il primo vero insediamento strutturato in Italia: un progetto pilota con l’obiettivo dichiarato di portare nel nostro Paese ciò che già funziona nei principali contesti europei e internazionali.
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