Cantù, quei giocatori da blindare subito

Basket Serie A Sneed pietra miliare, Green e Fevrier ci stanno eccome. Su Ballo gli occhi di mezza Europa

Cantù

I giochi, è vero, non sono ancora fatti. Ma un club come la Pallacanestro Cantù - che ormai ragiona in termini di piattaforma con Cantù Arena, Cantù Next e Pgc - proprio perché pensa come realtà da tempo abituate a guardare avanti non può permettersi il lusso di temporeggiare. E di non ipotizzare quello che sarà il domani.

Il futuro - un po’ come la vita nelle note di Claudio Baglioni - è adesso. E, allora, perché non mettersi lì a tavolino, non attendendo la certezza della salvezza un serie A. Perdere l’occasione o far passare certi treni potrebbe diventare pericoloso. Oltreché ricominciare un’altra volta da capo.

La base c’è

Invece, stavolta più che mai, una base c’è. A cominciare dal condottiero, Walter De Raffaele. Che va ascoltato. Coinvolto. Assecondato. Ha dimostrato ampiamente di quale vaglia sia. Un livello che va oltre al 50% (4 su 8) di vittorie (con proiezione dall’inizio del campionato sarebbe da primissimi posti...) e che è un mix di conoscenza, personalità, esperienza, carisma e lavoro. Insomma, il meglio per raddrizzare la barca e cercare di portarla in porto.

WDR deve essere la pietra angolare della Cantù 2026/27. E non solo perché lo dice un contratto che lo blinda. Ma un bi-scudettato (e altro) non va perso per nessun motivo al mondo.

E, a proposito di pietre, pensiamo nessuno abbia dubbi sul fatto che quella miliare sia Xavier Sneed, colui che meglio ha resistito alle tempeste, ha retto ogni urto e più di tutti è migliorato gara dopo gara. Raggiungendo un equilibrio invidiabile (anche tra attacco e difesa) proprio con la gestione De Raffaele. Bisogna evitare a ogni costo di fargli udire il suono delle sirene e dargli buoni motivi perché non faccia valere l’uscita del contratto a suo favore.

Percorso un po’ più impervio per Oumar Ballo: firmò un contratto di una stagione per tenersi mano libera, scommettendo su se stesso. E bene pare abbia fatto se è vero come è vero che su di lui ci sono gli occhi di Milano e Venezia, in Italia, ma anche di mezza Europa. Per trattenerlo bisognerà metterla anche sul lato dei sentimenti, ricordandogli chi ha avuto il coraggio di dargli la prima chance da professionista. Basterà? Occhio che ha cambiato agente...

E gli altri. Se, come sembra, Cantù l’anno prossimo passerà al 6+6 due come Erick Green e Ivan Fevrier ci stanno eccome. Il primo, paradigma perfetto del professionista, in questo basket può tranquillamente spiegarla fino oltre i 40 anni. Sarebbe da firmare non oggi, ma... ieri. Specialista in salvezza, potrebbe diventare la guida delle nuove ambizioni dell’Acqua S.Bernardo.

La sorpresa

Stesso discorso vale per l’ala francese: sono bastate poche giornate per capire come mai il gm Sandro Santoro lo avesse messo nel mirino da gennaio. Giocatore ideale per questo campionato. Ancor di più per questa piazza.

Un altro che può fare gola a tanti è il Giordano Bortolani di questo scampolo di stagione. Nelle tante buone cose portate da De Raffaele anche un’attitudine insospettabile per la difesa (rivedere l’ultima gara contro Trieste per conferme). Il siciliano ha contratto, ha sposato la causa e potrebbe salutare solo in caso di chiamata dall’Eurolega. Santoro, uno dei padri putativi nel mondo del basket, ha ascendente sul giocatore e può farlo valere. Anche perché in un ambiente così non può che crescere ancora.

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