Como ad altezza Inter: pareggio e tutto aperto

La partita Ieri sera è stata proprio la squadra di Fabregas ad andare più vicina al successo

Como

Finisce zero a zero il primo round, la prima tappa verso la finale di Coppa Italia. E non è, purtroppo, un risultato che favorisce il Como, perché al ritorno a San Siro il pareggio non servirà a nessuno: andrà in finale chi vincerà. Peccato, peccato davvero. Perché invece ieri sera è stata proprio la squadra di Fabregas ad andare più vicina al successo. Anzi, si può tranquillamente dire che sia stata l’unica delle due a cercarlo, a provare a vincere. Lo ha fatto con una partita tatticamente intelligente, controllando la situazione per quasi tutta la gara, l’Inter non è mai riuscita a essere pericolosa.

Fabregas sceglie una situazione tattica simile a quella proposta due settimane prima a San Siro contro il Milan. Tre centrali (ma Kempf out) in difesa, esterni pronti a ripiegare a cinque in fase di non possesso e diventare attaccanti quando il Como ha la palla. In mezzo la coppia di registi Perrone-Sergi Roberto con Caqueret e Da Cunha più laterali e più avanzati a sostegno di Nico Paz.

Più facile a farsi che a spiegarlo, perché i meccanismi nel mezzo funzionano con grande efficacia, rendendo il Como più padrone del campo rispetto agli avversari, grazie proprio alla densità del suo centrocampo e alle diverse fonti di gioco, sia del centro che dalle fasce. Funziona bene il pressing nel mezzo, tanti palloni recuperati, con un’Inter che sostanzialmente non impegna mai Butez per tutta la prima parte di gara. Il Como è invece in più di un’occasione pronto a provarci, non a caso il primo tempo si chiuderà con un bilancio di cinque corner a zero a favore dei biancoblù. Che vanno vicino al gol un paio di volte con Vojvoda, prezioso anche in fase di conclusione e pericoloso soprattutto a pochi minuti dall’intervallo con una conclusione che attraversa lo specchio della porta e finisce fuori di poco, e con un gran tiro di Paz dal limite al 35’.

Il Como comanda le danze, mantenendo sempre il pieno controllo della partita, senza farsi travolgere dalla foga né tantomeno dal timore di un avversario che fino a metà partita non riesce a dimostrare di essere più forte.

Ripresa che si apre ancora con un’occasione per il Como: bella azione costruita in verticale sulla destra da Vojvoda e Smolcic, palla messa verso il centro dove Valle davanti alla porta calcia fuori di poco. E’ un segnale di come il Como abbia voglia di provarci. Ce ne ha anche l’Inter, che però continua a fare fatica ad avanzare. Qualcosa in più per la squadra di Chivu arriva dall’apporto dei primi cambi, quando al dodicesimo entrano Zielinski, Thuram e Dumfries. I nerazzurri riescono ad alzare il loro baricentro e a tenere un po’ più a bada il Como, ma sempre senza creare problemi a Butez.

A metà ripresa Fabregas sceglie dalla panchina una delle pedine più attese, Diao. Assane entra con grande energia, il Como torna a spostare il suo raggio d’azione un po’ più avanti, la spinta e l’entusiasmo del pubblico crescono a dismisura. Come invece non riesce a fare l’Inter, ancora imbrigliata dalle manovre comasche e ben tenuta sotto controllo. Davvero totalmente improduttivi i nerazzurri davanti alla porta del Como, che invece fino all’ultimo rinforza il suo plotone offensivo, con gli ingressi di Douvikas e Baturina. Ma l’Inter tiene palla, i secondi passano, e trovare il gol diventa impossibile. Peccato.

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