A lezione da Cesc. Fabregas racconta il gioco del Como

Il tecnico ha commentato le azioni salienti del match con la Lazio, fornendoc punti fermi sulla sua idea di gioco

Zitti tutti, parla Cesc. E non potrebbe altrimenti, perché ogni volta che il tecnico spagnolo rilascia delle dichiarazioni non opta quasi mai per frasi fatte, espedienti retorici o argomenti generici fini a se stessi. Fabregas parla di calcio ed è , per sua stessa ammissione, un malato di tattica che passa le giornate a studiare la sua squadra nei minimi dettagli, prima ancora dell’avversario.

E quindi per capire la fortuna del Como negli ultimi due anni e mezzo occorre ascoltare le parole di colui che, spesso anche controcorrente, prende le decisioni. Dopo la gara contro la Lazio, Cesc ha commentato le azioni salienti del match, fornendoci dei punti fermi sulla sua idea di gioco e su cosa dovrà fare il Como per giocare partite con la stessa intensità della sfida di settimana scorsa.

Approccio

«È stato un buon test, iniziato subito bene, come volevamo. Fin dai primi minuti abbiamo vinto contrasti e seconde palle: esattamente quello che avevamo preparato. Uno dei migliori match della nostra pre season. Non abbiamo concesso molto, salvo un’occasione nel primo tempo. Siamo stati solidi e questo ci ha permesso di giocare come volevamo.Le intese in campo erano buone e abbiamo coperto bene gli spazi: nel complesso è stata una prestazione completa».

Il gol di Nico

«Nico ha fatto un numero fantastico. Studiando la Lazio, sapevamo che la loro linea difensiva tendeva ad abbassarsi a palla scoperta e quindi abbiamo lavorato sugli spazi nella traccia laterale. Un filtrante di grande qualità; Nico sa di dover migliorare ancora per essere più decisivo: con la sua potenza e la sua tecnica ha trovato un canale fantastico. Poi Tasos ha controllato bene ed è stato molto freddo a finalizzare».

Intensità e fortuna

«Abbiamo dominato e continuato a creare grandi occasioni, sempre con aggressività, mantenendo la linea alta e aiutandoci a vicenda. Ogni volta che abbiamo perso parla, siamo riusciti a recuperarla velocemente e questo è fondamentale per il nostro modello di gioco. Siamo stati anche un po’ fortunati con il gol annullato per fuorigioco: avevamo la linea difensiva alta e Butez non poteva anticipare. Per due millimetri sarebbe stata una rete valida, come successo a noi a San Siro lo scorso anno con Da Cunha. La punizione di Nico è arrivata in un momento cruciale della partita ma è frutto di tanta pratica. Lui rimane ogni giorno dopo l’allenamento per provare e riprovare i calci da fermo: il lavoro paga. Ha colpito nel momento giusto e spero segni altri gol su punizione in stagione».

Panchina

«Quello che mi è piaciuto di più è stato l’atteggiamento dei calciatori entrati dalla panchina che hanno portato un’energia straordinaria. Questo ci ha permesso di non calare l’intensità e continuare a pressare, cercando di far male fino alla fine. Il nostro obiettivo è chiaro: creare una squadra che possa competere per 90 minuti. Sono molto felice».

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