Addio a Marchesi, l’uomo della Coppa
Lutto Quante volte abbiamo ricordato quel Como-Sampdoria di 40 anni fa, semifinale indimenticabile e beffarda. . E chi c’era sulla panchina? Lui
Como
La vita a volte si diverte a giocare con le date. Corsi e ricorsi. Ieri se ne è andato Rino Marchesi, 88 anni, che allenò il Como per due volte, nel 1985-86 e nel 1988-89. Proprio due giorni prima della semifinale di Coppa Italia, che il Como giocherà contro l’Inter. La sua partita. Quante volte abbiamo ricordato quel Como-Sampdoria di 40 anni fa, semifinale indimenticabile e beffarda. Quella dell’accendino, che in queste ore e ricorderemo in lungo e in largo. E chi c’era sulla panchina di quel Como? Rino Marchesi da San Giuliano Milanese.
Un tipo tranquillo, misurato, un milord, che faceva solo intuire quello che pensava, non per ermetismo gratuito o recita, ma perché era proprio così, pacato, ragionatore, morbido. Nel rapporto con l’esterno. Perché poi era uno di spessore. Uno che, tanto per dirne una, allenò Diego Maradona e Michel Platini, i due più grandi calciatori che abbiamo calcato il suolo italiano in quegli anni e forse sempre. Fu il primo allenatore di Maradona in Italia a Napoli, nel 1984-85. E fu l’ultimo allenatore di Platini in Italia nella Juventus 1986-87. E il Como c’entra. Perché arrivò a Como proprio sulla scia di quella sua esperienza a Napoli.
Oddio, dopo la bella esperienza di Ottavio Bianchi, il Como decise di affidare la squadra a Clagluna, ma fu un fallimento e dopo dieci partite la società chiamò Marchesi. Che fu protagonista di una grandissima stagione, culminata in quella famosa semifinale, cui arrivò con gli ottavi altrettanto mitici con la Juventus, la partita con la neve al Sinigaglia.
Era un Como dove Marchesi trovò un altro numero 10 del calibro di Maradona e Platini, cioè Dirceu, anche se a fine carriera. Ma di lui si dimentica un’altra impresa: prese la squadra in mano a Como-Sampdoria 2-2 e in 20 partite totalizzò solamente due sconfitte (a Firenze 1-0 e a Milano con l’Inter 3-2) sei vittorie e dodici pareggi in un ruolino di marcia incredibilmente solido, all’altezza di quello leggendario di Bianchi dell’anno prima anche se minato dalle sei sconfitte rimediate da Clagluna prima del suo arrivo.
E non basta: tra quelle vittorie ci furono quella sull’Inter 1-0 (Borgonovo) e quella che tolse matematicamente lo scudetto alla Roma (1-0 Corneliusson) all’ultima giornata di campionato. Per non dire del successo 3-1 a Torino con il Toro in una giornata indimenticabile sotto l’acqua e con tantissimi tifosi al seguito.
Quella bella stagione azzurra, oltre ad aver attirato la grande e intramontabile stima dei tifosi del Como (che regge dopo 40 anni), gli aprì le porte della Juventus dove andò a sostituire Trapattoni. Due stagioni non belle a Torino. Tanto che Gattei lo rivolle a Como nel 1988-89. Ma non tutti i ritorni funzionano.E quella fu una stagione disgraziata. Dopo 25 giornate venne esonerato, con il Como ornai retrocesso. Al suo posto chiuse Pereni.
Lo abbiamo rivisto qui nel 2008, quando venne a salutare Borgonovo al Sinigaglia, il giorno in cui il Borgo in carrozzina fece il giro di campo, e arrivarono i suoi giocatori, Invernizzi, Annoni, Casagrande, Corneliusson e altri. In carriera Marchesi ha allenato anche l’Inter.
© RIPRODUZIONE RISERVATA