Ardito, e quella volta che... «A Lecco mi giocai la Juve»

Calcio Nel 2001 il Como, da favorito, perse contro i blucelesti. «Vennero a vedermi dirigenti bianconeri, ma io feci una pessima prova»

Lui è un uomo derby. Perché li sente. Quelli da bambino, vissuti da tifoso, Pisa-Livorno, quelli da calciatore tipo Lecce-Bari, quelli mancati («Sono uno dei pochi giocatori del Toro in A a non aver giocato il derby con la Juve perché i bianconeri erano in serie B) e quelli (soprattutto) giocati con la maglia del Como, contro il Varese e il Lecco.

Lui è Andrea Ardito, una delle bandiere del Como, appena superato da Gabrielloni nelle sue 200 presenze, oggi allenatore (anzi, responsabile dell’area tecnica) dell’Alta Brianza. «Poco tempo fa abbiamo giocato Alta Brianza-Arcellasco, un derby, ed è stato speciale anche lì. Il derby è una partita particolare. Sarà anche una banalità, ma è così». E oggi c’è Como-Lecco: «La prima cosa che mi viene in mente è la sfida del 2001, quando noi, un po’ come il Como adesso, andammo da favoriti e invece perdemmo 1-0 giocando malissimo. Per questo dico al Como di stare attenti, che non si sa mai». Ma quella partita Ardito se la ricorda anche per un episodio curioso: «Dormivo in stanza con Padovano e lui mi disse che aveva saputo che sarebbero arrivati osservatori della Juventus apposta per vedermi. Risultato: giocai malissimo, una delle mie partite peggiori nel Como. Ma non perché c’erano loro, ovviamente: fu una partita sbagliata di tutta la squadra». Partita metafora: «Quella partita spiega bene cosa significa un derby. A volte c’è una squadra che si sente un po’ inferiore, che magari ha avuto meno gloria e che non vede l’ora di vendicarsi, si sovvertire i pronostico. È la cosa più pericolosa dei derby».

Altri ricordi? «Mi ricordo due partite in casa, in maniera particolare. Il 4-0 dell’andata di quel campionato, che poi fu una delle mie prime partite nel Como. In panchina c’era Cadregari, e durante l’estate si era ipotizzato che venisse ad allenare il, Como. Era un allenatore emergente che faceva giocare bene le sue squadre. E noi spazzammo via quella squadra. Poi ricordo il 2-0 del 2012 all’ultima giornata di campionato, quando loro retrocessero. Ricordo l’enfasi nel giocare quella partita da parte dei miei compagni (io ero infortunato). E l’esultanza ai gol, con i giocatori che quasi scavalcavano la barriera della curva».

Ardito era in campo anche nel derby di Cozzolino: «E chi se lo dimentica. Quel gol fu veramente speciale, bellissimo, in una partita molto sentita».

Ardito ha segnato quattro gol in tutta la sua carriera: «Ma nessuno nel derby. Le statistiche dicono tre gol, me ne rubano uno segnato nel Camaiore. Su quattro gol, due alla prima giornata e un al 90’. Nel Como segnai contro la Carrarese, mentre quello che segnai con la maglia del Siena è stato il primo gol per quella società in serie A». Pochi ma buoni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA