Cambi, sviste e rigore. Tutti i momenti chiave di Inter-Como

Il racconto Perché il Como meraviglioso di martedì è stato battuto. Rileggiamo la partita per vedere gli episodi decisivi del match di San Siro

Como

Ci sono partite che andrebbero viste e riviste. Che andrebbero raccontate e ri-raccontate. Ma a mezzanotte non ne hai il tempo. E rimani lì faccia a faccia con la tua delusione, senza averci capito granché. Ma poi la notte porta consiglio. E il mattino pure. E dunque ti metti in testa di rileggere la gara, e cercare i motivi della sconfitta, che vadano al di là della logica che ha voluto vincitrice la squadra più forte. Questo lo sanno tutti. Ma sarebbe una buona analisi per una partita finita 3-0. Per una in cui (per la seconda volta consecutiva) è stato lasciato lì un 2-0 di vantaggio, in una gara dove i particolari, questa volta sì, hanno deciso, allora è doveroso rileggere.

I temi

Dunque. Macro temi. Si dice: l'Inter l’ha vinta con i cambi. Che ormai nel calcio moderno sono una variabile importante, più o meno come il cambio gomme in F1. Altro che formazioni sbagliate o corrette: si tratta di gestire le energie e azzeccare le scelte in quel momento della gara. Qui però Fabregas ha un grande alibi. Il Como era a San Siro con la panchina corta e soprattutto erano ko Sergi Roberto e Vojvoda, vale a dire due uomini che sarebbero stati perfetti, adattissimi e preziosissimi nella gestione dei minuti finali. Sfiga. Poi c’è il secondo macro tema: il Como si è abbassato troppo nel quarto d’ora finale.

Ora: certo che ti abbassi quanto ti costringe l’avversario, ma è anche sembrato che Fabregas a un certo punto abbia scelto di tamponare e basta (dentro Smolcic, quarto marcatore). Il rammarico arriva dai 6’ di recupero, in cui il Como ha creato una palla gol e mezza. Dunque forse ha ragione chi dice che in quel quarto d’ora il Como si sia snaturato, anche se è facile a dirsi dalla tribuna. Forse non era possibile fare altrimenti.

Errori

Poi gli errori. Pochi, ma decisivi. Sul 2-2 cosa è successo? Perché Calhanoglu salta (per modo di dire) da solo in area? Se rivedete l’azione frame per frame, in questa azione Kempf è appiccicato a Esposito, Diego Carlos e Thuram e Valle a Bonny. Ramon è l'unco senza uomo, e forse sarebbe dovuto andare lui a chiudere, ma c’è anche Caqueret che a un certo punto, mentre sta per partire il cross di Sucic, si gira, vede Calha solo in mezzo all’area ma non va a coprirlo. Sul gol del 3-2, tutti gli interisti fanno tutto alla perfezione, qualità nel tocco, compreso il tiro di Sucic, ma Perrone e Kempf paiono in ritardo. Infatti Perrone si arrabbia molto sul 2-2, ma sul 3-2 guarda a terra sconsolato.

Poi c’è l’errore di Diao, che solo davanti a Martinez, più che sbagliare la scelta, si allunga troppo il pallone e favorisce l’intervento del portiere. Non si fosse allungato il pallone, forse avrebbe optato per il dribbling. La sostituzione di Da Cunha è parsa prematura, stava giocando bene, ma lì ci manca il feedback dalla panchina, magari aveva qualche problema. Infine il rigore dopo un quarto d’ora: hanno sorvolato tutti sull’episodio, ma la trattenuta di Acerbi su Douvikas (come testimoniano le foto che pubblichiamo qui sopra) pare essere più pesante di quello che ha rilevato l’arbitro. Almeno al var potevano mandarlo...

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