Che Como: battuta la Roma nello spareggio Champions
Partita Il sogno continua, più bello che mai. E passa attraverso le emozioni di una serata che difficilmente il Sinigaglia potrà dimenticare
Como
Il sogno continua, più bello che mai. E passa attraverso le emozioni di una serata che difficilmente il Sinigaglia potrà dimenticare, e che regala al Como e ai suoi tifosi un quarto posto sempre più solido, in uno scontro diretto tra i più affascinanti e importanti della sua storia recente.
Una partita bellissima della squadra di Fabregas nel secondo tempo, una netta superiorità in termini di conclusioni verso la porta di Svilar – la Roma viceversa in porta non ha tirato mai, se non in occasione del rigore -, hanno pesato di più del fatto, comunque importante, di aver giocato l’ultima mezz’ora di partita in superiorità numerica. Perchè a pesare è stato il deciso cambiamento della squadra tra la prima e la seconda parte, e prima che Wesley venisse espulso il Como aveva già pareggiato e cambiato passo.
Per la verità, anche nella prima parte della gara non sono mancate le occasioni per il Como. La Roma è andata in vantaggio su rigore, concesso per un fallo di Carlos su El Shaarawy. Erano passati appena cinque minuti, il Como ha gestito male una situazione di costruzione dal basso, con Sergi Roberto che apre per Carlos, ma l’attaccante della Roma arriva prima. Atterrato, rigore giusto. Ed eccellente realizzazione di Malen. Il Como che Fabregas propone dall’inizio è privo di punte, con difesa a tre ma continui spostamenti in avanti di Ramon, con un po’ di confusione nella zona nevralgica dei tre trequartisti. L’idea è probabilmente quella di non dare punti di riferimento alla Roma, e nel farlo il Como non rischia mai. Produce di più, tira in porta, va vicino al gol, ma l’impressione è che per prendere in mano definitivamente il dominio del campo ci sia bisogno di altro.
E quello che serve arriva, dall’inizio del secondo tempo. Si torna a una versione un po’ meno cervellotica, più classica. E immediatamente più efficace. Il 4-2-3-1 in cui ognuno sta al suo posto, ma tutto funziona perfettamente: Douvikas davanti, Diao a destra, Baturina a sinistra, e Caqueret in mezzo con Da Cunha, dietro a Paz. E lì lo spettacolo comincia sul serio. Il gol arriva in meno di un quarto d’ora con Douvikas, che servito da Valle infila la palla sotto le gambe di Svilar. E’ il decimo gol per Tassos, dai tempi di Borgonovo nessuno ha più segnato così tanto con il Como in serie A.
La squadra è in modalità decisamente più vincente, Diao, sostenuto con entusiasmo dal pubblico, attira su di sè gli avversari come mosche al miele, ed è così che Wesley rimedia il primo dei due gialli che gli costeranno l’espulsione. Si discute molto, per la verità, sulla legittimità del secondo giallo al romanista, costretto così a lasciare il campo. Una decisione, quella di Massa, che potrebbe per la verità non essere corretta. Ma in ogni caso non ne ha colpa il Como, che ha invece il grande merito di travolgere la squadra giallorossa con le sue giocate e il suo ritmo.
Occasioni che arrivano una dietro l’altra, fino a quella che fa esplodere il Sinigaglia, a dieci minuti dalla fine. Azione corale, chiusa in gol da Diego Carlos pronto a intercettare una respinta corta di Svilar su una conclusione di Smolcic. Bellissimo, tutto bellissimo. E c’è anche il tempo perchè da Cunha colpisca una traversa. Tripudio finale. E un altro grande, grandissimo, passo in avanti. Sì, verso la Champions.
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