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Sabato 03 Gennaio 2026
Como, finalmente a casa
La partita Torna a giocare al Sinigaglia dopo oltre un mese, 36 giorni da Como-Sassuolo. Oggi c’è Como-Udinese (12.30)
Como
Finalmente a casa. Il Como torna a giocare al Sinigaglia dopo oltre un mese, 36 giorni da Como-Sassuolo. Oggi c’è Como-Udinese (12.30) e, complice la lunga assenza dall stadio e le giornate di festa, c’è un clima frizzantino. Specie dopo il bel successo di Lecce. Nella conferenza stampa della vigilia, più che obiettivi precisi da raggiungere, sono i buoni propositi quelli che animano Cesc Fabregas in questo inizio anno. Vale per i risultati, che per lui ancora contano meno dei progressi che vuole vedere dalla sua squadra e su cui si propone di continuare a lavorare con i suoi giocatori, e vale anche per il mercato che si è aperto in queste ore.
Un mercato che «no, non è chiuso, come ha detto Mirwan qualche settimana fa», ma non indica necessità specifiche, nonostante qualcosa nel frattempo sia successo, come perdere due giocatori in attacco. «Io sono contento della mia squadra, ma è anche logico che cerchiamo comunque di poter migliorare sempre. Indicazioni non ne ho, se qualcuno dovesse arrivare sarà comunque qualche giocatore in prestito che possa esserci utile adesso, non faremo in questo periodo investimenti a lungo termine».
Vedremo come andrà. Intanto di forze ne avrà bisogno parecchie in questo mese di gennaio, in cui necessariamente di rotazioni potrebbero essercene in qualsiasi ruolo. Tranne uno, Butez. «No, in porta non intendo cambiare, anche se riconosco l’impegno di tutti gli altri portieri. Butez sta giocando a un livello altissimo». Ma dopo la partita di Lecce i nomi difficili da mettere in discussione sono tanti. E’ da qui, dalla bella vittoria in Puglia che si riparte, forse con una formazione che cambierà poco. Perchè Addai ancora non ci sarà - «forse lo porteremo, ma non è ancora il momento di rischiarlo, meglio tenerlo per martedì» - e perchè per esempio uno come Douvikas a questo punto il posto fisso sembra esserselo guadagnato. Sembra. «Il posto si guadagna giocando bene, e lavorando bene in allenamento. Tasos è in grande crescita, sono molto contento di lui, è un giocatore di grande fisicità, che fa gol», difficile che oggi possa stare in panchina, e non solo per via delle altre assenze in attacco. A proposito, sia Diao che Morata «proseguono bene nel loro recupero. Potremmo riaverli per la partita con il Torino, orientativamente». Quindi tra tre settimane.
Tre settimane in cui, però, le partite da giocare sono veramente tante. Ci sarà bisogno di tutti, e di molte energie, ma Fabregas non è troppo preoccupato. «Non faccio troppi calcoli, perchè le cose vanno come vanno. A Lecce c’erano sia Ramon che Carlos, entrambi diffidati. Se li avessero squalificati entrambi? C’è Kempf, c’è Van der Brempt, c’è Posch che può giocare lì, c’è Dossena che è tornato...». Gioca chi sta bene in quel momento, ma anche chi gli sa dimostrare di meritarsi il posto. «Sono contento per Van der Brempt, che è entrato benissimo a Lecce. Ci è mancato tanto, è un giocatore che può essere molto prezioso in questa seconda parte di stagione», e chissà se non già da oggi.
Così come invece c’è ancora qualcuno che non lo ha convinto fino in fondo, come Khun. «Lui deve ancora farmi vedere di più. E’ un giocatore forte, che ha già dato prova delle sue qualità prima di venire a Como, per questo so che può dare moltissimo. Qui ha avuto anche qualche problema fisico che lo ha frenato per un po’, ma io gli ho dato e gli sto dando le opportunità che do’ a tutti per dimostrarmi di meritare il posto. Mi ha deluso? No, sono convinto che potrà darci tanto», ma non è evidentemente ancora il momento, a meno di sorprese.
Oggi sulla destra dell’attacco probabile dunque che ci sia ancora Vojvoda. In difesa mancherà Carlos squalificato, giocherà dunque Kempf con Ramon. Più in generale, «ho un paio di dubbi, che mi tengo fino all’ultimo». Uno potrebbe essere Van der Brempt dall’inizio al posto di Smolcic, l’altro forse il ballottaggio sulla sinistra tra Valle e Moreno.
In quanto all’Udinese, «è tra le cinque squadre più alte di tutta Europa. Una squadra fisica, che non ha paura. Noi dobbiamo fare la nostra partita, che non sarà semplice. In questo campionato avversari facili non ce ne sono, e anche se l’Udinese ha una filosofia molto diversa dalla nostra nel costruire la squadra, non trovo poi tante differenze da quest’anno all’anno scorso. Mi piace come lavorano tatticamente, mi piace il loro metodo. Sarà una partita impegnativa».
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