Como in fuga sull’Inter 2-0, ma poi perde 4-3
La partita Quattro gol presi dall’Inter, come all’andata. Eppure di simile tra quella partita e questa di ieri sera c’è stato davvero solo quello
Como
Quattro gol presi dall’Inter, come all’andata. Eppure di simile tra quella partita e questa di ieri sera c’è stato davvero solo quello. Perché stavolta il Como e il suo pubblico a lungo hanno creduto che potesse essere la volta buona, dall’inizio fino ai secondi finali. Passando in vantaggio, facendosi rimontare dal 2-0 al 2-4, ma riuscendo di nuovo a rialzarsi e a sfiorare più e più volte il pareggio in una serata piena di emozioni, anche se l’epilogo non è stato quello che il Como ha fortemente voluto e si sarebbe anche meritato.
Per il suo gran primo tempo, tanto per cominciare. Perchè nella prima metà di gara il Como è stato nettamente superiore all’Inter. Difesa centrale a tre, con Van der Brempt in campo dall’inizio insieme a Kempf e Carlos, evidentemente ancora non al meglio. Sulla destra spazio aperto per Diao, sulla sinistra la fascia è di Valle; in mezzo al campo Perrone più centrale e Roberto sul centrodestra sostengono Paz e Baturina, con Douvikas punta centrale. Il Como spinge di più, e riesce a osare di più. Le prime avvisaglie di pericolosità arrivano nella fase centrale, con una conclusione alta di Baturina su palla di Sergi al 25’ e al 31’ un doppio tentativo di Douvikas prima e Perrone poi, entrambi rimpallati, con il terzo tiro di Valle che finisce fuori, ma era comunque in fuorigioco. L’andamento dei biancoblù, però, è quello giusto. Mentre l’Inter ancora non trova la strada per arrivare a impensierire Butez, il Como costruisce splendidamente il suo primo gol: azione che parte dalla metà campo comasca, palla di Sergi Roberto indirizzata centralmente, Diao con un velo di tacco sfiora la sfera e lancia Paz. Il numero dieci tira, Sommer respinge, Valle arriva prima di tutti sul pallone e fa esplodere il Sinigaglia. Che gioisce ancora nove minuti dopo, sul gol di Paz lanciato direttamente da Butez. Ed è forse, anche, di quei secondi di troppa euforia che l’Inter approfitta per accorciare, prima del fischio dell’intervallo. Cross di Barella, Thuram centralmente anticipa Van der Brempt. Doccia fredda.
E il secondo tempo comincia malissimo: perché l’Inter pareggia quasi subito con un gol un po’ assurdo. Butez esce fuori dall’area, intendendosi forse male con Kempf, Thuram lanciato ancora da Barella lo supera facilmente e con un pallonetto trova lo specchio completamente libero. E’ il momento dell’Inter, che dieci minuti dopo passa in vantaggio: punizione di Calahnoglu, Dumfries salta più alto di Van der Brempt, è il 2-3.
Il Como però si ricompatta, ritrova energia e va ancora vicino al gol: punizione di Paz, e sulla respinta tiro di Smolcic, è l’occasione migliore prima che l’Inter segni ancora, nuovamente con Dumfries: quarto gol dell’Inter. E’ finita? Nemmeno per sogno, non per il Como, che continua a combattere, trova il 3-4 su rigore realizzato da Da Cunha e concesso per fallo di Bonny su Paz. Corrono i minuti, ma corre anche il Como, che si danna fino all’ultimo secondo, ma non ce la fa. L’Inter ha colpito nei momenti giusti, con le giocate dei fuoriclasse. Il Como ha giocato per tutta la partita, senza arrendersi mai. E ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra all’altezza di qualsiasi avversario. La Juve ora è davanti, ma la corsa resta apertissima.
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