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Domenica 01 Febbraio 2026
Como, maledizione: sbaglia un rigore al 97’ e non batte l’Atalanta
Partita In undici contro dieci dal 7’, gli azzurri non riescono a sfondare. Poi hanno l’occasionissima, ma...
Como
Carnesecchi para tutto. E para anche quell’ultimissimo tiro dal dischetto di Nico Paz, al 97’, con lo stadio già pronto a gioire. Non era proprio destino che il Como vincesse questo derby con l’Atalanta, nonostante la sorte gli avesse concesso, all’inizio e alla fine della partita, due vantaggi non da poco.
Il primo, dopo solo sette minuti, togliendo un uomo ai suoi avversari, con l’espulsione di Ahanor. L’ultimo, ancora più clamoroso, quel calcio di rigore concesso sotto la curva, dopo una analisi al Var non priva di polemiche e di accesi dibattiti tra i giocatori. Forse anche su chi quel rigore dovesse calciarlo, portando alla decisione che dovesse farlo il numero dieci. Certo, Da Cunha che sinora si è dimostrato il cecchino più infallibile, era già uscito. E pure Douvikas, da un pezzo. Però, perché affidare un tiro così decisivo a un giocatore che nel Como ne ha già sbagliati due su due? Comunque sia, Nico si è fatto parare anche questo, suggellando la bella giornata del portiere avversario. E lasciando lì due punti che avrebbero cambiato il senso della giornata biancoblù.
Invece questo Como-Atalanta è finito senza reti. Tutto sommato non è andata male, un ostacolo forte in meno è stato superato e il vantaggio in classifica è stato difeso. Ma certamente non c’è paragone tra quello che i comaschi hanno prodotto davanti alla porta avversaria rispetto a quello che ha fatto la squadra di Palladino, in inferiorità numerica praticamente per tutta la partita. Ahanor è stato espulso per un vistoso fallo di reazione seguito a una provocazione di Perrone, che si è preso invece un cartellino giallo. E poteva essere quella la chiave decisiva della giornata.
Il Como riproponeva Douvikas dall’inizio al centro dell’attacco, Baturina sulla sinistra e inizialmente Vojvoda sulla destra. Il meccanismo sembra funzionare, l’Atalanta fatica a uscire dalla sua metà campo, il Como costruisce soprattutto centralmente, dalle fasce arriva meno del solito, ma si contano comunque solo nella prima parte una decina di conclusioni verso la porta, con Douvikas, con Paz e con Ramon ieri molto presente in fase offensiva. Nessuna di queste però particolarmente pericolosa, né tantomeno fortunata, grazie anche alla prontezza del portiere bergamasco. E si arriva all’intervallo ancora a mani vuote, un buon Como ma meno efficace del solito.
La ripresa dunque diventa più delicata, con la necessità di sbilanciarsi un po’ di più lasciando qualche spazio maggiore alle ripartenze dell’Atalanta. Fabregas mette Addai al posto di Vojvoda. Ed è suo lo spunto per un’occasione clamorosa, con Douvikas che non aggancia davanti allo specchio della porta. Esce il greco, entra Morata e insieme a lui anche Rodriguez al posto di Perrone. Como in veste più offensiva, ma la situazione non cambia. Un po’ per imprecisione, un po’, ancora per gli interventi di Carnesecchi.
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