(Foto di Cusa)
Ma se nell’unico altro ko casalingo, quello con il Milan, si è usciti dal campo davvero a testa alta, e con il portiere dei rossoneri assoluto protagonista della partita, stavolta della prova dell’estremo difensore viola quasi non ci si ricorda
Como
La settimana delle sorprese. Belle e brutte. Ma si potrebbe discutere a lungo sul fatto se sia stata più sorprendente la vittoria del Como ai rigori a Napoli o questa sconfitta casalinga con la Fiorentina. E non per snobbare l’avversario, che si sapeva sarebbe venuto al Sinigaglia comunque a combattere, ma per la prestazione un po’ insipida della squadra di Fabregas.
Per essere più chiari: se nell’unica altra sconfitta casalinga, quella con il Milan, si usciva dal campo davvero a testa alta, e con il portiere dei rossoneri assoluto protagonista della partita, stavolta della prova di De Gea quasi non ci si ricorda. Sì, il Como ha provato a tirare un po’ di più dei suoi avversari, ma con poca convinzione e molta prevedibilità. Non è mai riuscito davvero a schiacciare in maniera forte la Fiorentina, che ha battagliato con tenacia, ha tenuto bene la palla, ha fatto buon pressing in mezzo al campo, e ha trovato poca resistenza, troppo poca.
Il gol di Fagioli a metà del primo tempo, alla prima vera occasione ospite, è stato lo specchio di un Como un po’ confuso: palla di Parisi da sinistra, respinta maldestra di Kempf, palla che arriva a Fagioli, il suo tiro colpisce Da Cunha, rimbalza su Kempf mentre il giocatore viola avanza in area, riprende la palla e trova l’angolo per battere Butez, uscito inutilmente. Il Como prova ad alzare il ritmo, ma i tiri in porta ancora non arrivano. In attacco ci sono Kuhn a destra e Baturina a sinistra, con Douvikas punta centrale. Ma è quasi soltanto Paz che prova ogni tanto a concludere. Douvikas e Baturina si vedono in fase conclusiva solo poco prima dell’intervallo: debole colpo di testa del greco al 42’, per il croato un suggerimento di Perrone mandato alto. Un primo tempo bruttino, insomma.
Per cambiare le cose Fabregas a inizio ripresa toglie Valle e Kuhn inserendo Moreno e Rodriguez. Ed è soprattutto Jesus a dare un po’ di vivacità in più sulla sinistra, mentre Baturina si sposta più a destra. Ma non è sufficiente, anche perché la Fiorentina non cambia nulla e prova anche a cercare il raddoppio. Che arriva su rigore proprio nella fase in cui la partita potrebbe invece svoltare: è il nono minuto quando Kean batte Butez dal dischetto, il rigore era stato concesso per un calcetto di Perrone a Mandragora in area, indiscutibile.
Ma la gara potrebbe ancora non essere chiusa: Fabregas rinforza l’attacco con Morata e Addai, il Como va vicino al gol con una palla indirizzata in mischia da Morata verso Ramon, che non ci arriva per poco. La gara diventa molto tesa nell’ultima mezz’ora: il Como al 23’ chiede un rigore per un presunto fallo di Harrison su Rodriguez, l’arbitro fa proseguire ma l’atmosfera è incandescente. Nella bagarre di proteste e controproteste Vanoli è espulso.
Rodriguez è ancora protagonista nella palla messa in mezzo che Parisi corregge in autorete. Manca un quarto d’ora abbondante, il Como ci prova ma la tensione prevale sulla precisione: cartellino rosso anche verso la panchina del Como, esce dal campo Gatto. Ma soprattutto, nel giro di un minuto arrivano due cartellini gialli anche per Morata. Finisce così, brutta giornata.
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