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Domenica 04 Gennaio 2026
«Con una difesa così si vincono le partite sporche»
Intervista «Questa è la cosa bella delle vittorie, ossia imparare dove si può migliorare»
Como
Il Como di “corto muso” non si vede tante volte. Ma anche Cesc Fabregas ammette che, nel calcio, può andare anche così: «Avremmo meritato di vincere, ma vinciamo grazie a un “rigorino”. Dico la verità, non mi dispiace: a Udine un anno fa avevamo perso un punto per un rigore sbagliato. Anche i rigori aiutano».
È stato un Como dominante, che ha creato non tante palle gol, ma che ha dato l’idea di poterlo fare in ogni momento della partita: «È successo un po’ di tutto. Abbiamo anche lottato e difeso, attaccato e difeso un po’ più basso. Questa è la cosa bella delle vittorie, ossia imparare dove si può migliorare». La novità, semmai, sta nell’atteggiamento difensivo, come ammette il tecnico spagnolo: «La squadra gode anche nel difendere, se serve alla fine anche con cinque difensori. Dopo Roma, si era detto che era stata una partita di duelli. stiamo migliorando molto in questo».
Soffrire un po’ si è reso necessario dopo il cambio di modulo dell’Udinese nel secondo tempo: «Loro nella ripresa hanno cambiato, mettendosi con un 4-4-2 aggressivo: è vero, c’è stata un po’ di difficoltà, Caqueret era un po’ tagliato fuori. Ma ci sta: l’Udinese è una squadra forte e fisica, se tira in porta due volte rientra nelle cose normali di una partita. L’anno scorso subivamo una dozzina di tiri in porta, ora molti meno: siamo in crescita».
Ed è arrivata l’ottava prova senza subire reti in diciassette partite: «La difesa è cresciuta perché c’è un grande lavoro. Quanto più questi ragazzi giocano, più migliorano. Paz, Valle Douvikas e Da Cunha sono giocatori diversi dall’anno scorso. Poi, i nostri centrali sono spettacolari, Van der Brempt dà una mano a tutti. Tutti devono lottare per tutto, solo così si cresce».
Parole al miele per la sua squadra, anche quando gli si fa notare che il possesso palla e il dominio, non hanno portato moltissimi tiri in porta: «È vero, abbiamo tirato complessivamente poco: credo che anche questo arriverà... quando dovrà arrivare. Lo stesso si era detto dopo il Cagliari. Però dico anche che, nelle ultime partite, abbiamo calciato tanto: è successo con il Lecce, anche a Milano. Stiamo portando più giocatori in area, ci crediamo molto di più. Ovviamente, se il gol non arriva, si rischia di soffrire». E, collegandosi al tema: «A me questo Como diverte. È propositivo, attacca la profondità e ha aumentato il numero di cross rispetto a inizio stagione. Poi ci sono le giornate in cui entra tutto o quasi. È il vero messaggio di questa partita: abbiamo vinto una partita sporca».
Altro giocatore apparso in forma come a Lecce è stato Rodriguez: «Lui è speciale, capisco perché c’erano squadre di Premier League che lo volevano. Deve migliorare in due cose: nelle conclusioni, e lui lo sa bene, e nella fase difensiva».
Prima della conferenza, Fabregas aveva chiesto di poter mandare un messaggio alla famiglia di Carlo Corti, lo storico collaboratore del Como scomparso venerdì a 81 anni: «È stato un grande uomo, che ha sempre dato una mano al Como, sempre con il sorriso. Ci mancherà tantissimo, arrivi da parte nostra un abbraccio alla sua famiglia».
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