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Domenica 18 Gennaio 2026
Cruciani: «Il Como andrà in Europa. Però Fabregas ha sbagliato»
Intervista Il conduttore radiofonico de “La zanzara”: «Cesc è un grande, ma non può dire che contro il Milan avrebbe vinto otto volte su dieci»
È il conduttore radiofonico più ascoltato e seguito d’Italia, con numeri record grazie a “La zanzara”. Ma Giuseppe Cruciani è anche un grande appassionato di calcio che non ha mai nascosto la sua passione per la Lazio. In vista del match di domani sera all’Olimpico, lo abbiamo incontrato.
Cruciani, Lazio-Como è una sfida per l’Europa?
Sì, diciamo che per la Lazio è molto difficile. Delle due, la squadra che molto probabilmente andrà in Europa è il Como. Per me sarebbe una sorpresa se non ci arrivasse, francamente. Per come gioca, per l’allenatore, per gli investimenti, è tra le principali candidate. Magari anche nelle prime quattro, chissà.
Addirittura…
Beh sì. Non andare in Conference significherebbe arrivare dietro Atalanta, Bologna o Lazio, e secondo me il Como ha tutto per rimanere sopra. Anche la Coppa Italia secondo me può essere un obiettivo su cui puntare. Diciamo che, in generale, mi aspetto che il Como da questa stagione porti a casa qualcosa. Giocare bene ed essere considerati belli da tutti fa piacere, ma lo sport è fatto di risultati.
All’andata fu una vittoria netta dei lariani. Cosa è cambiato da allora? Sia Lazio che Como sono cresciute…
Mah, Lazio cresciuta calma… Il Como è rimasto stabile, mentre i biancocelesti hanno avuto un girone d’andata complicato. Ha ceduto giocatori acquistandone altri che non sono entrati ancora appieno nella squadra. Poi c’è un continuo battibecco mediatico tra tifoseria e società che non fa bene all’ambiente. Per me la Lazio, che quest’anno non fa le coppe, naviga in una posizione innaturale. Vederla sotto il livello del Como e addirittura sfavorita fa male.
Fabregas in cosa la sorprende?
Ha le carte in regola per diventare un grande allenatore. Mi ha sorpreso la solidità difensiva. Uno si poteva aspettare che con il suo gioco proiettato all’attacco avrebbe concesso molto. Invece ha trovato la giusta quadra.
Dopo Como-Milan è tornato di moda il dibattito tra allenatori “giochisti” e “risultatisti”. Lei che ne pensa?
È una discussione che serve solo a trasmissioni e podcast, ma fondamentalmente non ha senso. Se vai a vedere i dati, l’unica cosa che si nota sono squadre che giocano in un modo diverso. Quando Fabregas dice che se rigiocasse contro il Milan vincerebbe otto volte su dieci sbaglia. Cesc ha una grande dialettica. Mi piace a livello comunicativo perché dimostra personalità e non fa molti calcoli. In questo caso però non credo abbia ragione. Se perdi in casa 1-3 con il Milan, guarda perché non sei riuscito a fare più di un gol e a quello che non ha funzionato.
Tra i giocatori invece, tolto Nico Paz, le piace qualcuno in particolare?
Il Como ha dei buoni difensori e anche Douvikas in attacco mi sembra stia facendo bene in una situazione critica. Se devo fare un nome però dico Perrone.
Si parla di un interessamento del Como per Nuno Tavares. Che giocatore è?
Uno che può giocare al massimo 40 minuti, e soprattutto va schierato come esterno alto e mai in difesa. Lì fa disastri. Penso che al Como serva un giocatore che possa dare garanzie nei 90 minuti.
Ha avuto modo di vedere il Como dal vivo?
No, per una questione di tempo. Ho sempre mille cose da far quadrare. Però certo, mi piacerebbe.
Sappiamo che colleziona magliette, ha ricevuto quella nuova del Como?
Un giocatore di cui non faccio il nome mi aveva regalato quella della scorsa stagione, però non ricordo più dove l’ho messa, devo cercarla. Non ho quella di quest’anno ma la trovo molto bella. Anche la terza, quella scura, mi piace. Generalmente sono un fan delle maglie “pulite”. Quelle troppo disegnate non le sopporto.
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