Domani l’Inter in Coppa Italia. Nerazzurri senza Bonny
Sfida Inutile dire che la partita sia sentitissima, sotto tutti i punti di vista: Fabregas, squadra e tifosi
Como
Eccola qui, la grande sfida. Lo sguardo alle lancette dell’orologio. La testa, finalmente, è tutta per Como-Inter. Inutile dire che la partita sia sentitissima, sotto tutti i punti di vista. Da parte di Fabregas, che contro i nerazzurri non è mai riuscito né a far punti né a segnare negli ultimi tre incontri. Della società, che di certo non ha apprezzato i metodi adottati da Marotta e Ausilio l’estate scorsa per provare a strappare il tecnico spagnolo. Dei tifosi, che vivono questa sfida come la vera grande rivalità dell’anno, dato il gemellaggio tra Inter e Varese.
Poi, ovviamente, c’è il 4-0 dell’ultimo confronto in campionato da vendicare: in quel frangente il Como era diventato un po’ il bersaglio di tutti. La squadra che non rinuncia al proprio gioco a costo di prendere l’imbarcata. Il Fabregas presuntuoso contro le grandi. La proprietà che ha speso fior di milioni per fare quel tipo di figuraccia. Insomma, non furono giorni indimenticabili quelli successivi alla partita. E proprio per questo, domani ci si aspetta un Como con un approccio diverso.
Fabregas nell’ultima conferenza stampa ha dichiarato che la sua squadra, quando sbaglia, difficilmente commette lo stesso errore due volte. E quindi, come preparerà Cesc questa sfida? Qui si gioca il nocciolo della questione. Il Como manterrà un approccio offensivo? Giocherà con la punta o con il falso nueve? Opterà per mantenere il blocco basso come contro il Napoli, sempre in Coppa Italia?
Se proviamo a rispondere a queste domande, possiamo convincerci una volta di più che quella di domani sera non sarà solo una partita storica in termini assoluti per il club. Ma rappresenta la prova di maturità più difficile per Fabregas da quando allena il Como. È il tassello che manca. Riuscire a ingannare l’Inter, con la difficoltà aggiuntiva di dover preparare questa partita non come uno scontro diretto, ma come un grande confronto da 180 minuti, dato che ci sarà da giocare anche il ritorno. Le strategie, ovviamente, saranno diverse. Un mix di tecnica, tattica, giocate, episodi.
In questo lasso di tempo la richiesta di Cesc alla squadra sarà quella di mantenere sempre l’equilibrio, come abbiamo visto fare allo Stadium, dove la Juve è stata stanata in ogni giocata e non è riuscita a creare chiare occasioni da gol.
Un’impresa, certo. Quella di riuscire ad annullare un’Inter che gode dell’organico più forte di tutti. Arriva da otto partite consecutive vinte in campionato e vede nella Coppa Italia un obiettivo cruciale.
Perché se lo scorso anno si rimproverava a Inzaghi il fatto di non aver raccolto i frutti, nonostante fosse riuscito ad arrivare in fondo a tutte le competizioni, ecco che l’intento di Chivu, lanciatissimo in campionato, sarà quello di conquistare la finale per giocarsi un altro trofeo, a maggior ragione dopo l’uscita non proprio entusiasmante dalla Champions.
Il tecnico rumeno chiamato a trovare un compromesso tra la competitività e la necessità di far rifiatare i titolari in vista del derby di domenica. Tra i pali Martinez darà un po’ di riposo a Sommer, mentre Acerbi farà lo stesso con Akanji in difesa. Dopo aver saltato il Genoa per squalifica, Bastoni si riprenderà la titolarità completando il pacchetto arretrato con Bisseck. A destra potrebbe rivedersi Darmian, con Dumfries che troverà minutaggio a gara in corso. A sinistra Carlos Augusto può scalzare Dimarco. Centrocampo completamente inedito con Diouf e Frattesi ai lati di Zielinski. Scelte obbligate in attacco, dove l’assenza Lautaro cui si è aggiunta quella di Bonny costringerà il tecnico a dare continuità a Thuram ed Esposito.
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