Fabregas: «Abbiamo dominato»

Interviste A Fabregas non è piaciuto il gesto di Gasp di uscire dal campo senza la canonica stretta di mano a fine partita

Como

Probabilmente si stimano, quasi sicuramente non si amano: tra Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini, sono state ancora scintille. A Fabregas non è piaciuto il gesto di Gasp di uscire dal campo senza la canonica stretta di mano a fine partita, evidentemente furibondo per l’espulsione di Wesley. Lo spagnolo è stato netto, parlando a Sky Sport: «L’ho trovata una cosa antisportiva. Io sia quando sono arrabbiato, sia quando vengo espulso o anche quando penso che l’arbitro abbia fatto un torto, alla fine della partita vado a stringere la mano all’avversario. È una questione di rispetto e di sportività e sono rimasto dispiaciuto da quello che è accaduto. Ripeto, anche quando perdi la partita si va a dare la mano all’avversario. Quando vedo un mio collega andare via senza salutare mi intristisco, però è andata così amen». E ancora: «Io vengo da un altro paese e mi devo abituare a queste cose: quando si gioca va bene tutto e si combatte ma poi quando finisce la partita per me finisce tutto e ci si stringe sempre la mano. Recentemente anche io ho fatto cose delle quali non sono orgoglioso, però penso che noi dobbiamo dare l’esempio, ricordiamoci sempre che ci guardano i ragazzi. La società è già in un momento brutto e noi abbiamo il dovere di dare il giusto esempio».

In sala stampa, Fabregas è stato più diretto e concentrato sulla partita: «La trasformazione tra primo e secondo tempo è stata importante. È vero, la maniera di giocare è cambiata. Sinceramente ho visto che, in entrambi i modi, la squadra ha trovato sempre la giocata, facendo tutto quello che avevamo preparato. Ho visto una squadra consapevole e matura, anche dopo il rigore: c’era il rischio di perdere la testa. Ancora una volta ho visto grande organizzazione e idee chiare. Questo è quello che chiedo: avere sempre questa continuità, per proseguire la crescita e quel percorso che stiamo cercando di avere. Il risultato è importante, ovviamente, ma arriva sempre dopo tutto questo. Diamo quindi grandi meriti ai ragazzi: ora con umiltà ci prepariamo per la prossima partita».

Altro particolare che a Fabregas è piaciuto, è stato l’atteggiamento: «I ragazzi hanno tanta responsabilità nel gioco. Dopo il vantaggio della Roma, in cui abbiamo sbagliato un passaggio nell’impostazione e loro bravi a pressare, la reazione mi è piaciuta. Ho detto all’intervallo che il risultato non rifletteva quello che stava succedendo in campo. Con i cambi abbiamo spinto ancora di più e il risultato è arrivato». A proposito dell’episodio contestato da Gasperini che, secondo il tecnico giallorosso, avrebbe cambiato la partita, Fabregas tira dritto: «Dico che la partita era già molto dominata. Quello che ha cambiato davvero la partita sono state le caratteristiche dei giocatori subentrati. L’obiettivo era vincere, sia in undici contro undici, sia in superiorità numerica, era l’unica cosa che contava».

Ancora una volta, Fabregas ha elogiato Da Cunha: «Ormai capita tutte le partite. Per me è un giocatore fondamentale: fa tutto e fa tutto bene. Gioca in questa posizione da poco più di un anno, la sua crescita è evidente e non è terminata. Lui è il manifesto di quello che siamo noi. Dico anche che siamo stati bravi a mantenere la calma: contro alcuni giocatori non è facile». Finale sugli obiettivi: «Non si parla di Champions: siamo una squadra umile. Tra dieci-vent’anni, mi ricorderò sempre di questo gruppo e di quello che stiamo facendo».

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