Fabregas: «Adesso siamo più maturi. Sappiamo leggere le partite»

Conferenza «La classifica? Quella si guarda e si commenta soltanto all’ultima giornata, prima è inutile»

Como

Il Bologna è una delle poche squadre che Cesc Fabregas non è ancora riuscito a battere in questi due anni di serie A, ma è anche la prima che il Como quest’anno ha già affrontato, e questo può servire. In vista della partita di domani al Sinigaglia, ore 15, che poi, leggendo la classifica, sembra anche uno scontro diretto per la zona Europa.

«Da quella partita, in cui abbiamo perso ma avremmo anche potuto raccogliere di più, noi siamo certamente molto cresciuti. Non so se più di loro però, che restano una grandissima squadra con un allenatore che riesce a dare ai suoi giocatori tantissima energia. E che – racconta Fabregas – è anche l’unico che resta tanto a parlare con me. Da lui si impara tanto, il suo modo di far giocare la squadra è un ottimo esempio di calcio moderno».

Grande stima per Italiano, ma anche grande fiducia nella sua squadra, saldamente in zona Europa e capace di rialzarsi dopo le due sconfitte con Inter e Roma, conquistando tre vittorie consecutive. «Quello è già passato, guardiamo avanti. La classifica? Quella si guarda e si commenta soltanto all’ultima giornata, prima è inutile. No, non faccio nessuna previsione e nessuna promessa su dove arriveremo. Dopo le sconfitte di Milano e Roma chi sarebbe stato certo che saremmo stati oggi in questa posizione? Allora vedete, è inutile parlarne oggi». Quello che è certo, però, è che Cesc non fa nemmeno finta di essere sorpreso di quello che i suoi ragazzi stanno facendo, della facilità con cui in dieci giorni si sono messi in tasca una vittoria dietro l’altra. «Sorpreso no, molto orgoglioso certamente sì. Mi piace come la squadra stia dimostrando di sapersi adattare a contesti diversi, mi piace che abbiano capito come a volte serva essere pratici e solidi. Qualche volta blocco alto, ma quando serve blocco basso lasciando l’iniziativa agli avversari. Anche perdere 4-0 a San Siro è servito per essere più forti mentalmente».

Non c’è partita in cui la squadra non impari qualcosa, è successo anche a Pisa quando si è dovuto cambiare la partita e andarsela a prendere. «Manca Ramon? Abbiamo imparato a giocare con chi c’è, a vincere anche quando mancano giocatori di cui sembra di non poter fare a meno. Abbiamo vinto senza Diao, senza Paz», e ora la scena se la sta prendendo Douvikas. «Un giocatore che ha sempre segnato nelle squadre in cui ha giocato, un attaccante vero, di quelli che annusano subito come mettere in difficoltà il difensore, che sanno tenere molto bene la palla. Una interpretazione moderna del ruolo». Importantissimo ora che alle altre assenze si aggiunge anche quella di Addai, che sarà più lunga del previsto. «Purtroppo questa è la brutta notizia, il suo problema al flessore non si è risolto, resterà fuori forse fino a fine mese».

Domani al suo posto giocherà uno tra Vojvoda e Kuhn, Fabregas non lo dice. Spiega però che «per Kuhn ora potrà esserci più spazio e per lui può essere una buona opportunità di dimostrare il suo valore. A Pisa non ha trovato spazio per fare male nel primo tempo, è andato meglio nella ripresa, quando abbiamo sistemato un po’ di cose». E qui parla anche di Caqueret, «che ha aiutato tanto a cambiare la partita. Sono innamorato di lui. Altro giocatore importantissimo, che mi ricorda tanto me, molto dinamico. Ma quando ero nel Monaco e ci giocavo contro io non vedevo palla, per me era un inferno... Non possiamo dire che a Pisa ha cambiato la partita da solo, è una cosa che non mi piace dire, ma è stato molto importante».

Dopo un mese e mezzo giocato quasi tutto in trasferta, adesso arriva un periodo in cui invece si starà molto in casa. «E nel nostro stadio non abbiamo mai perso, ma è comunque difficile fare paragoni, ogni contesto, ogni partita è diversa. Io vorrei arrivare a cancellare ogni differenza tra giocare in casa o fuori».

Chiusura sul mercato: questo gennaio sarà molto diverso da quello scorso, in cui ci fu un innesto di forze fondamentale per cambiare in meglio la situazione. «Avremo una riunione prima di questa partita, vedremo. Io non ho fatto richieste particolari, se arriverà qualcuno per aiutarci a migliorare tanto meglio. Ma non ho in testa nessuno in questo momento: preferisco qualche giocatore in meno ma tutti focalizzati allo stesso modo».

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