Fabregas: «Giochiamola con umiltà e coraggio»

La conferenza Jesus Rodriguez possiamo dire che è recuperato, Ramon vediamo. In settimana non si è allenato

Como

La solfa è sempre la stessa. Como-Inter o Fabregas-Inter? Lui, Cesc, fa orecchie da mercante, è giustamente rapito da altri ragionamenti, ma non può evitare che qui fuori la si veda anche così. Glielo chiedono, una, due, tre volte in conferenza stampa. Lui granitico: «Vi posso assicurare che non ho mai preparato una partita in una maniera differente, nell’applicazione o nella motivazione, perché una avversaria si chiama in un modo o nell’altro. Le preparo sempre alla stessa maniera».

Ok. Però questa è una partita speciale: «Loro sono la squadra più forte, l’ho detto tante volte. Dobbiamo approcciarci con umiltà, ricordandoci chi siamo, non esattamente alla pari, siamo il Como, ma dall’altra parte andando a mille, cercando di vincere, provandoci. Io da giocatore sono sempre sceso in campo per vincere, dalla scuola sino al Como».

Assente

Nell’Inter manca Lautaro: un jolly per il Como? «L’Inter arriva dalla finale di Champions e ha quasi vinto il campionato, dunque non è una squadra che dipende da un solo giocatore, hanno Bonny, Pio Esposito, Thuram...Hanno Di Marco che ogni partita quindici cross, e se non arriva la punta, dall’altra parte è pronto Dumfries a concludere. Sono una macchina impressionante. Noi dobbiamo sperare che in alcune situazioni non siano perfetti, e noi essere bravi a sfruttare eventualmente il momento. Un jolly? Lo saranno i nostri tifosi».

Quattro partite senza far gol all’Inter. Ma quali sono state le prestazioni migliori contro i nerazzurri, nella sua gestione? «A me è piaciuta molto la prestazione lo scorso anno dell’andata, abbiamo giocato una grande gara. E anche la partita di Coppa Italia, un mese fa. Mentre all’andata siamo stati un po’.. naif. Sì, naif è la parola giusta». In Coppa il Como ha giocato più per non perdere, però... «Questo lo dite voi. Si può giocare con sei difensori e vincere o con cinque attaccanti e perdere. In Coppa Italia è stata una buona partita. Abbiamo avuto quattro occasioni per vincere, purtroppo ci è mancato il colpo giusto negli ultimi venti metri, là dove si fa il risultato».

Ci proverà con un assetto a tre dietro o con tre centrocampisti? «Non ho ancora deciso. Jesus Rodriguez possiamo dire che è recuperato, Ramon vediamo. In settimana non si è allenato bene, ma oggi ha lavorato ok, e dunque ho un dubbio se schierarlo o no. Abbiamo diverse soluzioni, vediamo». Non aver battuto l’Inter ancora, è un cruccio? «Non è l’unica top che non abbiamo battuto, anche il Bologna. Andiamo avanti passo dopo passo. Posso dire che non siamo nemmeno a metà di quello che vogliamo fare, siamo solo all’inizio. L’anno scorso abbiamo finito a 49 punti, con un gap con le prime 6. A sette partite dalla fine abbiamo 6 punti in più, siamo in semifinale di Coppa Italia. Però fatemi dire una cosa: alla fine il bilancio lo si fa con i punti in classifica e quel giorno ti dimentichi con chi li hai fatti e con chi non li hai fatti. Ogni partita è importante allo stesso modo».

Morata

Morata? «In passato, anche a Como, ho visto giocatori che, siccome le cose non andavano bene, piantavano il muso o andavano recuperati psicologicamente. Morata no. Morata ha sempre la faccia allegra e si allena al massimo in modo impeccabile. Questa è una qualità. Avrà la sua chance, come tutti. Il gol con la Fiorentina non ha sbloccato? Ha fatto altre cose importanti».

Infastidito dalle critiche al Como, sugli italiani eccetera? «No, perché non si può controllare tutto e spesso arrivano da persone che non sanno cosa stiamo facendo, perché e come. Non sono qui dentro con noi. Dunque andiamo avanti per la nostra strada perché sappiamo dove vogliamo arrivare».

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